I lavoratori del Consorzio di Bonifica della Sicilia orientale, tornano a protestare. Chiedono la stabilizzazione del precariato storico e ripristino delle garanzie occupazionali. In più attendono la “chiamata” stagionale che in questa fase primaverile avrebbe già dovuto essere avviata. Un sit in si terrà lunedì 16 e la Flai Cgil e la Filbi Uil, torneranno ad affiancare gli operai con una protesta di fronte al Palazzo Ex Esa a partire dalle 8,30; tecnicamente si tratta di una auto convocazione   con il preciso obiettivo di chiedere udienza alla Regione Sicilia. All’incontro parteciperà anche il segretario provinciale della Cgil, Giacomo Rota.

Per i sindacati, i Consorzi di Bonifica in Sicilia rappresentano la condizione primaria e necessaria per il mantenimento e lo sviluppo della nostra agricoltura che in un lungo periodo di recessione economica è stato il settore che ha prodotto un PIL positivo. L’agricoltura è l’unica e la più grande realtà produttiva della Sicilia, che occupa circa 500 mila famiglie. Il 70 % del territorio siciliano è a rischio idrogeologico per assenza di politiche mirate al recupero ambientale ed alla corretta gestione dei corsi d’acqua naturali ed artificiali. “Tale realtà rende indifferibili ed urgenti l’adozione di politiche di tutela, di salvaguardia e di prevenzione del territorio con un monitoraggio costante”.

Per tale motivo FAI, FLAI e FILBI pongono al centro della propria proposta l’esigenza di ridisegnare il ruolo dei Consorzi di Bonifica, e chiedono di ammodernare le infrastrutture – completare tutte le incompiute – approvare il Piano di Gestione del Distretto Idrografico della Sicilia. Gli stessi sono, infatti, punti imprescindibili della Bonifica, cosi come la lotta all’evasione, la lotta ai furti di acqua, la razionalizzazione delle spese, la lotta alla corruzione e la lotta alle clientele.

Immagine di repertorio.

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