Concluso il progetto “Sportello di ascolto” a San Berillo. La sperimentazione dello Sportello avviato nel quartiere dal S.U.N.I.A (sindacato degli inquilini), dal Comitato San Berillo e dall’Istituto Italiano di Psicoanalisi di Gruppo, è giunta al termine e i risultati conseguiti saranno posti all’attenzione dell’amministrazione comunale neoeletta.  La speranza è che “un progetto tanto virtuoso oltre che a San Berillo possa esser riproposto anche in altri quartieri della nostra Città”, spiegano i responsabili del SUNIA.

L’obiettivo è stato quello di comprendere i bisogni psicologici dei cittadini di un quartiere estremamente difficile come quello di San Berillo nel tentativo di promuovere interventi adeguati.

Il progetto, coordinato dal dottor Fabrizio Nicosia e reso possibile grazie al lavoro degli psicologi Fabrizio Nicosia, Vittorio Caponcello e Gabriella Vincenti, era attivo dal maggio del 2017 e, nell’ottica della ricerca/intervento, si è concretizzato in uno sportello di ascolto psicologico aperto a tutti quelli che ne hanno fatto richiesta e incentrato sulle difficoltà ed il malessere di chi, di San Berillo, ha fatto la propria casa o il centro della propria attività.

Un giorno alla settimana, i tre psicologi, si sono recati fisicamente nel quartiere e nel locale concesso in uso dal Comitato San Berillo per offrire ascolto e cura.

Il Comitato Cittadini Attivi San Berillo (nella foto), costituito come associazione di promozione sociale, si propone come strumento di tutela del tessuto sociale e del patrimonio storico architettonico del quartiere. Il compito del Comitato è di attivare, attraverso un coinvolgimento di tutti gli individui e di tutte le attività presenti, un processo di rigenerazione necessario allo svolgimento di una vita sociale civile e dignitosa, cercando di costruire un’idea alternativa di quartiere consapevole della storia e della diversità culturale presente al suo interno. La sua realtà urbanistica è frutto dell’operazione di sventramento operata negli anni Cinquanta del Novecento con il Piano di risanamento dell’ISTICA che pianificò la demolizione e di buona parte del caseggiato e il trasferimento dei suoi abitanti in un’altra zona della città. A seguito di tale operazione tutte le attività economiche e le reti di relazioni sociali proprie del quartiere vennero distrutte relegando la parte del quartiere non demolita a frammento residuo marginale, rispetto alle nuove costruzioni e al resto della città. Il Comitato propone un’attività di rigenerazione finalizzata a popolare il quartiere di attività private e servizi pubblici, opponendosi a nuove operazioni di speculazione edilizia e di espulsione dei suoi attuali residenti. L’impegno del Comitato, coinvolgendo abitanti, operatori, lavoratori, artisti si rivolge alla riappropriazione degli spazi di socialità del quartiere attraverso l’organizzazione di eventi finalizzati alla valorizzazione e fruizione del patrimonio materiale immateriale di San Berillo.

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