Oltre 600 partecipanti, 200 studenti, tantissime testimonianze di legalità, partecipazione civica, sostenibilità ambientale, valorizzazione del patrimonio culturale e dialoghi serrati tra gli esperti del settore sulle diverse sfaccettature di cittadinanza attiva. Questo il cuore della seconda edizione di “Biennale della Cittadinanza Attiva”, che si è svolta al Monastero dei Benedettini, per riportare al centro del dibattito il protagonismo delle persone e le azioni di responsabilità civile. «Essere cittadini attivi – spiega Renato D’Amico, professore ordinario Unict e ideatore dell’evento – non significa soltanto godere di diritti e doveri, ma partecipare consapevolmente alle decisioni pubbliche e alla gestione dei beni comuni».cittadinanza

«Catania – continua D’Amico – è ricca di esperienze di cittadinanza attiva legate alle politiche sociali, culturali ed economiche che costituiscono un vero e proprio patrimonio spesso non valorizzato. Accendere i riflettori sul lavoro delle organizzazioni e scuole e sul rapporto tra partecipazione civile e sviluppo, è stato l’obiettivo della Biennale, che si propone di diventare un evento a cadenza regolare».

Negli spazi del Monastero si sono susseguite per tre giorni molte attività che hanno visto come protagonisti i giovani. Dalla clownterapia al gioco dell’oca per conoscere i diritti costituzionali passando per l’arte del riciclo fino ai divertentissimi giochi per imparare a differenziare. Oltre 28 i laboratori didattico-creativi realizzati dalle scuole e un workshop dedicato agli strumenti di partecipazione del cittadino alle decisioni pubbliche, che ha coinvolto gli studenti delle ultime classi degli Istituti superiori e universitari in una simulazione per elaborare idee e proposte di rigenerazione urbana.

A sottolineare il protagonismo e il talento dei giovani, 5 performance artistiche realizzate dagli studenti, che hanno portato in scena una pièce in lingua francese che rappresenterà l’Italia nel Festival Internazionale del Teatro Francofono, esibizioni corali e orchestrali e pillole di teatro legate alla storia di Catania.

La Biennale è stata anche confronto tra cooperatori, imprenditori sociali, rappresentanti della Pubblica Amministrazione e startupper. Si è discusso sugli strumenti di partecipazione del cittadino, sui diritti negati come casa, lavoro e salute, sull’insegnamento dell’educazione civica nelle scuole. E ancora sostenibilità ambientale, binomio possibile tra giovani e impresa e politiche sociali e familiari, sono stati i temi affrontati durante i focus di approfondimento.

Grande apertura dell’Amministrazione comunale che ha partecipato alle tre giorni. «Gli eventi come la Biennale – ha commentato l’assessore Barbara Mirabella – sono pillole preziose per l’Amministrazione comunale. Ci permettono di confrontarci, ascoltare chi vive il territorio, accogliere consigli e critiche. Un ringraziamento speciale va anche agli insegnanti che ogni giorno contribuiscono a formare i cittadini attivi del futuro».

«La Biennale della Cittadinanza Attiva ha creato occasioni di confronto e dialogo con il Terzo Settore – ha dichiarato Giuseppe Lombardo, Assessore ai Servizi Sociali -. In questo momento così difficile per la città, abbiamo bisogno di sviluppare percorsi comuni con chi contribuisce allo sviluppo».

A dare voce alla cittadinanza attiva gli speaker di “Radio Zammù” che durante la cerimonia inaugurale hanno confezionato interviste e approfondimenti, chiamando a bordo dello ZamBùs i protagonisti dell’evento.

La Biennale della Cittadinanza Attiva è stata realizzata grazie al Comitato promotore costituito da: Fondazione Ebbene, Labirinto a Colori, IRiloC, CittàInsieme, CittadinzAttiva, Anpe, Mosaico Cooperativa Sociale, C’era Domani Librino, Sunia, Gruppo IdeaAzioni, Inspire, con il patrocinio del Comune e dell’Università.

Media partner dell’evento Radio Zammù e Fondazione Ebbene Comunicazione di Prossimità.

ebbene

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