Una narrazione diversa. Uno storytelling che tende a svelare altre realtà, talvolta sconosciute, percepite spesso in modo distorto. Sarà inaugurata venerdì 19, alle 19, alla Cappella Bonajuto, “Temp(l)i vicini” personale del fotografo spagnolo Constantino Ruiz.costantino

La mostra è organizzata dal circolo “Arci Melquiades”, dal “Sorcio Rosso” e ospitata dalla Cappella Bonajuto, ed è il risultato della prima parte di un lavoro di ricerca realizzato da Ruiz all’interno di diverse comunità migranti di Catania. Al centro, il racconto della dimensione statica dell’essere immigrato, in contrapposizione alla narrazione del migrante come eterno viaggiatore.

“Da vent’anni ci occupiamo di immigrazione in città – afferma Valeria Grasso di Arci Melquiades – e da sempre denunciamo la pericolosità di questa narrazione che fa del migrante solo un uomo di passaggio. Per questo – aggiunge – costruiamo le nostre attivitàpolitiche assieme alle comunità straniere, contro ogni forma di assistenzialismo. Il cambiamento sociale dobbiamo volerlo e costruirlo insieme”.

Un messaggio, quello della condivisione dei percorsi e della comunione tra popoli, che Salvatore Bonajuto, artista e proprietario della cappella bizantina sita nel cuore storico, sposa in pieno. “L’arte nasce dall’incontro tra culture diverse – dichiara – la stessa Cappella che oggi ammiriamo è il risultato di differenti epoche e visioni ed è anche per questo che abbiamo deciso di farci coinvolgere e di ospitare “Temp(l)i vicini”. .

Si potrà visitare la mostra, dal 20 al 28 aprile, dalle ore 10 alle 13 e dalle 17 alle 19.

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