Anche nel 2018 i catanesi hanno respirato livelli fuori norma e controllo di ozono. Lo rileva Alfio Lisi, portavoce di “Free Green Sicilia”. Le due, su tre centraline rimaste miracolosamente in vita, quelle di Tondo Gioeni e piazza Moro/Giuffrida  nel 2018, al netto dei  giorni in cui hanno rilevato i livelli d’inquinamento di fatto alterando i dati complessivi annuali come starebbe accadendo incredibilmente dal primo gennaio in quanto le centraline, ora inattive si nota dal sito web del Comune,  hanno   rilevato per quasi 50 giorni complessivamente (il limite annuale imposto dalla legge è di 25 giorni) livelli fuori norma e controllo di ozono (O3), sostanza dovuta allo scarico delle auto  e come tutti gli altri veleni da smog pericolosa  per la salute umana. Ma anche  le polveri sottili (solo i PM 10 in quanto i PM 2,5 più piccoli e per questo più pericolosi non vengono monitorizzati) e il biossido di azoto hanno spesso superato o sono arrivati al limite massimo i livelli previsti dalla normativa vigente.    Ma tali stati di inquinamento rilevati dalle due centraline (con esclusione di quella di viale Veneto che non ha rilevato i livelli di ozono, stranamente visto che l’area è una delle più inquinante dal traffico giornaliero) non sono stati  comunicati dalle istituzioni ai cittadini. mascherina

“Eppure – afferma Lisi –  sarebbe intuibile per una realtà come Catania che detiene peraltro  il primato di città con il più alto numero di auto pro capite, un’auto e mezza ogni due abitanti, (ovvero quasi 700 mila ogni mille abitanti), con meno biciclette utilizzate per spostarsi e andare al lavoro e con i maggiori rischi per l’altro mezzo ecologico per antonomasia che è lo spostarsi a piedi”.

Quello che Free Green Sicilia si chiede “è perché l’Amministrazione comunale, così come invece hanno fatto in altre città, non abbia intrapreso quei provvedimenti previsti dalla normativa specifica quando i livelli di smog  (che  già di per sè non garantiscono ai cittadini di non ammalarsi come dimostrano i dati dell’Organizzazione Mondiale per la Sanità e dell’Agenzia Europea per l’Ambiente)  hanno superato i livelli di allarme”.

Immagine di repertorio.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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