Dopo la fine del matrimonio, avvenuta nel  2016, ha continuato fino ad oggi la sua azione persecutoria nei confronti della ex moglie. La decisione della donna di interrompere la convivenza dopo 26 anni di matrimonio, a causa del carattere prevaricatore e violento del coniuge, ha generato nell’uomo un senso di frustrazione tramutatosi in comportamenti intrusivi ed assillanti tali da costituire molestie attraverso frasi dal carattere minaccioso quali <<se ti vedo con qualcuno ti ammazzo a te e l’altro…se non sei con me sei morta…né mia né di nessuno>> riferite anche ai figli maggiorenni della coppia ai quali ribadiva che se la madre avesse frequentato altre persone lui l’avrebbe ammazzata.cc2

Persecuzione manifestata tramite telefonate ricorrenti (la donna ha dovuto cambiare anche il numero di telefono) appostamenti e pedinamenti, che hanno generato nella poveretta un disagio psicofisico tanto da farle temere per la propria incolumità e impedito di relazionarsi in modo naturale con il mondo esterno.

Infine, la Procura ha disposto gli arresti domiciliari di R.C. di 49 anni, di Misterbianco, indagato per atti persecutori commessi in danno della ex moglie di 47.

Le indagini sono state coordinate dal pool di magistrati qualificati sui reati che riguardano la violenza di genere.

I carabinieri di Giarre hanno invece rintracciato ed arrestato un catanese di 76 anni, in esecuzione di una misura cautelare emessa dal G.I.P. del Tribunale di Bologna. Dopo una lunga convivenza matrimoniale in Emilia, costellata da violenze e sopraffazioni, la donna, una catanese di 69 anni, ha trovato il coraggio di denunciare il marito ottenendone l’allontanamento dalla casa familiare con divieto di avvicinamento ai figli della coppia e al genero.

L’uomo, tornato in terra natia, nutrendo sospetti addirittura su una presunta relazione con il genero, il 1° marzo scorso è ritornato in quel paesino dell’Emilia-Romagna, prendendosela prima con i figli (al maschio ha danneggiato l’autovettura fuori il posto di lavoro, mentre la femmina è stata minacciata sotto casa insieme al marito) per poi recarsi fuori l’abitazione dell’ex coniuge, tentare di entrare con la forza e non riuscendovi fuggire via.

L’arrestato, assolte le formalità di rito, è stato rinchiuso nel carcere di Piazza Lanza.

Immagine di repertorio.

 

 

 

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