«Mi sono trovato dinnanzi un testo sconvolgente, di una contemporaneità e una pertinenza rispetto alle cose che abbiamo davanti agli occhi, che mi sembra scritto non oggi ma addirittura domani o dopodomani. In questo testo si discute della lotta fra il bene e il male: la nostra condanna è di dover essere cattivi per poter fare il bene. La parabola ammonitrice è questa. Brecht si è posto alcune domande fondamentali sull’essere buono e sull’essere cattivo in generale, ma soprattutto su tutti noi che viviamo con queste due anime dentro, quella buona e quella cattiva. Sa bene che non basta più essere buoni, che bisogna lottare contro l’ingiustizia e travestirci anche noi con la maschera della cattiveria per scacciare la cattiveria dal mondo. L’autore ha lasciato il finale aperto. Per questo è stato criticato, non diceva chi era buono e chi era cattivo, non esibiva la bandiera rossa o quella azzurra, suggeriva semplicemente che una soluzione l’uomo doveva trovarla. Questa è la vera lezione brechtiana». Così scriveva Giorgio Strehler negli appunti di regia per “L’anima buona di Sezuan”, un’edizione storica del Piccolo, più volta ripresa, a cui oggi s’ispira e rende omaggio Monica Guerritore (nella foto), scegliendo di dirigere e interpretare questo capolavoro di scena dal 21 al Teatro Stabile. Scritta negli anni Trenta, la pièce declina il tema universale del rapporto tra morale e società, ambientando il plot in una Cina di fantasia, flagellata però da conflitti etico-sociali straordinariamente affini a quelli causati dall’attuale crisi economica globale. La formula è quella dell’apologo: alla ricerca di “un’anima buona”, tre Dei scendono sulla terra per scoprire che l’unica persona disposta a ospitarli per la notte è una misera prostituta.

Nell’”Anima buona” c’è tutta la tenerezza e l’amore per gli esseri umani costretti dalla povertà e dalla sofferenza a divorarsi gli uni con gli altri, ma sempre raccontati con lo sguardo tenero di chi comprende. Teatro civile, politico, di poesia.

sezuan

di Bertolt Brecht traduzione e adattamento Roberto Menin musiche originali Edmondo Romano regia Monica Guerritore con Monica Guerritore Matteo Cirillo, Alessandro Di Somma, Vincenzo Gambino, Francesco Godina, Diego Migeni, Lucilla Mininno e Nicolò Giacalone produzione ABC PRODUZIONI, La Contrada – Teatro Stabile di Trieste

Calendario rappresentazioni

martedì 21 gennaio 2020, ORE 20,45
mercoledì 22 gennaio 2020, ORE 17,15
giovedì 23 gennaio 2020, ORE 20,45
venerdì 24 gennaio 2020, ORE 17,15
sabato 25 gennaio 2020, ORE 20,45
domenica 26 gennaio 2020, ORE 17,30

 

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