Nello Musumeci ha 62 anni. Balzò agli onori della cronaca negli anni ’90 quando a sorpresa divenne presidente della Provincia di Catania. Da missino. C’è rimasto per due consiliature prima di approdare al Parlamento europeo, poi ci provò come sindaco di Catania ma venne battuto nella lotta fratricida col suo ex camerata di partito Raffaele Stancanelli. Ma non è tipo che si dà per vinto. Cinque anni fa si autocandidò alla presidenza della Regione, spaccò il fronte del centro-destra, e costrinse l’altro galletto della coalizione, il Miccichè perennemente reduce dal 61 a 0, a scendere in campo, l’un contro l’altro. Conclusione, fra i due litiganti il terzo, cioè l’outsider Rosario Crocetta, godette e divenne presidente col 30 per cento dei voti. Invece Miccichè e Musumeci assieme sommarono oltre il 40. Insomma, avrebbe vinto uno di loro. Ora il Nello col pizzetto è tornato alla carica forte degli sponsor Giorgia Meloni e Matteo Salvini, costringendo nei fatti Silvio Berlusconi a dire sì in nome dell’unità della coalizione che magari sarà riproposta alle elezioni nazionali di primavera quando vorrà ricambiato il favore. Anche Claudio Fava, 60 anni, figlio del giornalista assassinato dalla mafia, può vantare una lunga militanza politica fin dai tempi della “Rete”. Parlamentare (in carica) ed europarlamentare, scende nuovamente in campo dopo che 5 anni fa venne escluso per una banale questione di residenza. Ci riprova pure lui, insomma, con una coalizione che vede uniti i movimenti alla sinistra del Pd, compresi gli scissionisti. Tanto che a benedire la sua candidatura alla prima ufficiale a Messina si è scomodato Massimo D’Alema. Ci provò cinque anni fa anche Giancarlo Cancelleri, il pupillo di Beppe Grillo in Sicilia. Era praticamente un neofita come l’intero gruppo cinquestellino, eppure ottenne il 18% e ben quindici di loro sbarcarono a Sala d’Ercole. Ora il quarantaduenne geometra nisseno è già abbondantemente in campagna elettorale lanciato dalle “Regionarie” al Foro italico a Palermo, sono scesi Di Maio e Di Battista a dargli man forte, e risulta dai sondaggi in testa o appaiato al pizzetto. Quindi a ben guardare, l’unica faccia nuova di queste elezioni è quella del rettore dell’Università di Palermo, Fabrizio Micari, 54 anni. T Shirt Kenzo Homme Soldes Mai fatta politica pubblica in vita sua, ha subito tenuto a dichiarare, come se non fosse passato già da una elezione importante e delicata, fatta di manovre ed alleanze quale è appunto quella per diventare Magnifico. E precedentemente preside della facoltà di Ingegneria. E’ ordinario di Ingegneria chimica, Gestionale, Informatica, Meccanica, mica uno che viene dal nulla. Su di lui Matteo Renzi è stato stranamente saggio e riflessivo, quasi un politico d’altro tempi. Considerato forse la non eccezionale dimensione politica del pidiini in Sicilia, tranne forse Faraone, ha accolto in pieno il teorema Orlando, il vecchio saggio che a Palermo ha realizzato una alleanza senza cartelli di una coalizione vasta, dalla sinistra tradizionale fino ai moderati di Alfano. T Shirt Philipp Plein Pas Cher E siccome è sembrata una soluzione vincente e convincente, al focoso leader non è sembrato vero che qualcuno gli togliesse le castagne dal fuoco. Non solo, ma è riuscito a convincere Crocetta, che ha praticamente governato contro tutti e tutti, a mettersi da parte con l’onore delle armi, cioè in cambio del ritorno a Palazzo dei Normanni e magari di un seggio al Senato. A questo punto la biglia di partenza sembra pronta. Ultimo passaggio: per accaparrarsi i voti del sempre vispo Giuseppe Castiglione, ha acconsentito al team con l’europarlamentare Giovanni La Via, navigato docente esperto di politiche agricole che ha ben figurato fra i banchi di Strasburgo. Sarà lui il vicepresidente, così come Musumeci ha accettato quel volpone di Gaetano Armao, già plenipotenziario di Raffaele Lombardo ed improvvisamente riciclato e tornano a nuova vita grazie ad un’infatuazione di Silvio Berlusconi. E Il Nello ha imbarcato l’ex rettore di Palermo ed ex assessore cuffariano Roberto Lagalla, che ha già prenotato l’assessorato alla Sanità. Sicilia dunque già in piena campagna elettorale in vista del voto del 5 novembre. Adesso la corsa è per accaparrarsi i posti in lista, tenuto presente che dalla prossima legislatura i deputati caleranno da 90 a 70. Questa sessione è stata assolutamente deludente e fallimentare, nessuna realizzazione concreta: dai termovalorizzatori alle discariche, dalla stessa riforma delle Provincie, fiore all’occhiello del malcapitato Crocetta, abortita con un colpo di coda in una delle ultime sedute allo sconfinato mondo degli eterni precari. Con qualche colpo di mano dei suoi, l’oramai ex presidente è riuscito ad abolire il carrozzone-scandalo della formazione professionale, senza però sostituirlo con meccanismo adeguato. T Shirt Balmain Pas Cher Rimane a Crocetta la soddisfazione di aver drizzato i conti, grazie soprattutto all’opera dell’infaticabile Alessandro Baccei, una delle poche note positive delle paludate giunte di Palazzo d’Orleans. Con questi risultati, e con lo spettacolo a volte indecoroso offerto in questi anni, le previsioni dicono che oltre la metà dei siciliani non andrà a votare. Un estremo atto di sfiducia per questa classe politica interessata esclusivamente alla propria autosopravvivenza.

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