I carabinieri di Calatabiano hanno sequestrato la casa alloggio per anziani “Nostra Signora di Lourdes” di Calatabiano, Via Piazza Mercato (nella foto).lourdes

La misura scaturisce da lunga attività d’indagine, iniziata nel giugno del 2016 condotta anche con l’ausilio di videocamere installate all’interno della “casa di riposo”. Denunziate in stato di libertà due donne di 57 e 45 anni, indagate per i reati di maltrattamenti e abbandono di persone incapaci.

Le donne per mesi hanno sottoposto gli anziani a continue angherie fisiche e psichiche, vessazioni e torture psicologiche.

Innumerevoli gli episodi venuti a galla. Fra questo turare il naso per forzare l’apertura delle mandibole e costringere a ingurgitare cibo; percuotere gli ospiti al volto e in testa con pugni, colpi di giornale, pizzicotti, strattonamenti; legare per ore le mani degli ospiti, privarli del cellulare, insultarli e minacciarli di morte; umiliare un’anziana lasciandola sfilare nuda innanzi ai ricoverati di sesso maschile; “punire” una signora che si rifiutava di mangiare lasciandola seduta sulla sedia a rotelle in fondo al corridoio e con il volto a ridosso del muro; abbandonare i vecchietti per intere giornate nei letti inzuppati di urine e feci per poi pulirli tutti con la medesima spugnetta; somministrare senza prescrizione medica gocce di sedativo; privare le pensionate di adeguata alimentazione o di acqua, anche durante il periodo estivo; omettere adeguata assistenza sanitaria di tipo specialistico.

 

Sono state riconosciute numerose aggravanti, fra cui la crudeltà adoperata nei comportamenti contestati, l’approfittarsi delle condizioni d’inferiorità fisica delle vittime. Tutto ciò per massimizzare i profitti economici.

 

Il Nucleo Antisofisticazione e Sanità e Nucleo Ispettorato Lavoro hanno rilevato numerose irregolarità dal punto di vista igienico-sanitario da un lato e giuslavoristico dall’altro.

 

D’altra parte, le irregolarità dei rapporti lavorativi rilevate hanno riguardato un lavoratore dipendente: irrogate sanzioni per 5000 euro e i recuperi assistenziali, assicurativi e previdenziali sono pari a 770 euro totali.

Le operazioni sono state compiute con l’ausilio di un’ambulanza e di medici che hanno accertato le condizioni di salute degli anziani, i quali sono stati affidati ai loro familiari o collocati in altre strutture idonee in collaborazione con l’assessorato ai Servizi sociali del Comune.

Il provvedimento di sequestro preventivo, è stato emesso dal Giudice per le indagini preliminari Daniela Monaco Crea, su richiesta del Procuratore aggiunto, Marisa Scavo e del sostituto procuratore Francesco Cristoforo Camerano, che hanno diretto le indagini.

 

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