C’è la prosa elegante, raffinata, ricercata di Luisa Fiorello. I suoi “Racconti teatrali” sono già un’ambientazione da palcoscenico, oltre che un ponte culturale che parte dal Mediterraneo per arrivare fin nel cuore dell’Europa, a Parigi, nella patria di Victor Hugo, di Claude Debussy, di Charles Baudelaire. C’è, poi, la scrittura “senza fine” (come ebbe a definirla Manlio Sgalambro) di Ghesia Bellavia nel suo primo romanzo “Fermo immagine”, dove sono le cose ad essere i veri protagonisti della vicenda, con una ricercatezza dei particolari, una precisione nelle descrizioni che fanno di questa giovane autrice (classe 1980) una pittrice della narrativa, una scultrice di sogni. E ancora, la prosa dilaniante di Domenico Trischitta in “1999”, le domande profonde legate alla sorniona ironia di Salvo Garufi in “Attioni Spectaculose ai tempi di Berlusconi” e la narrazione (letteraria, ancor prima che storica) dei “Forconi siciliani”, il movimento siculo-popolare che ha portato fino a Roma, davanti ai palazzi del potere, i disagi e la crisi di agricoltori, autotrasportatori, imprenditori siciliani.

È una rosa già variegata, ampia e, soprattutto originale, quella che propone ai lettori dell’Isola “Il Garufi Edizioni”, la casa editrice siciliana che sabato scorso, nell’accogliente “Piccolo Teatro” di Gianni Salvo a Catania, ha presentato le due collane date alle stampe: “Gli occhi di Barbara” e “A Truvatura – Guide culturali”.

La ricchezza dei titoli, le novità della prosa contemporanea ed una vitalità positiva nei progetti sono state rivelate già dal folto numero di relatori e dall’ampia partecipazione di pubblico, con gli interventi, oltre che dello stesso editore e scrittore (soprattutto di teatro) Salvo Garufi, di Mario Bevacqua, Renato Pennisi, Santo Fortunato e Daniele Lo Porto. Nomi tanto diversi tra loro come diversi erano i personaggi tra il pubblico (presenti alcuni rappresentanti dei Forconi, tra cui Franco Crupi, Martino Morsello, Tony Milioto), a testimoniare l’ampio orizzonte a cui mira la casa editrice.

La vitalità di un territorio, del resto, si vede soprattutto dal grado di cultura che riesce a esprimere, poiché la cultura attira economia, interesse, turismo, sete di conoscenza. Ecco perché allora, accanto ai già noti racconti di Trischitta, che si snodano tra le vie malfamate di una San Berillo fatta di prostitute, di trans, di scippatori, è importante trovare il candore e la forza narrativa di una signora come Luisa Fiorello (consorte di Gianni Salvo) o la prosa già matura di Ghesia Bellavia, che si muove con disinvoltura tra le pagine della letteratura siciliana e che crediamo molto presto si affaccerà anche sulla scena nazionale.garufi

Più scaltro, ma perché più abituato forse a frequentare sceneggiature e trame oltre lo Stretto di Messina, Salvo Garufi (nella foto) salvo garufisalvo garufi, che nel suo romanzo addirittura scomoda (con una buona dose di coraggio) personaggi del calibro di Don Camillo e dell’onorevole Peppone, ovvero del loro padre Giovannino Guareschi.

Il buon proposito della casa editrice è adesso quello di creare una serie di appuntamenti per presentare singolarmente i numerosi libri pubblicati e dare spazio agli autori, perché un nuovo fermento culturale conquisti in questo terzo millennio il popolo siciliano.

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