“Una voce stupenda” com’è stata definita da molti quotidiani tedeschi, nonché “a tutti gli effetti un colpo di genio”, come ha apostrofato le sue esibizioni il giornale DIE WELT.

“CATANIA JAZZ & NOMOS JAZZ” presentano CELINE RUDOLPH QUARTET:  13 – 14 marzo al “MA”;  15 marzo al Teatro Jolly.

I concerti della Rudolph (nella foto) sono inviti preziosi tanto affascinanti quanto coinvolgenti a scoprire lo sfaccettato mondo del jazz, che in questa occasione è contaminato inevitabilmente dai ritmi brasiliani, terra che la Rudolph considera la sua seconda patria musicale.

Jazz che mette insieme le note brasiliane della Bossa Nova, ritmi e stili africani e latinoamericani, ma anche elementi provenienti dalla musica antica e dal modernismo novecentesco, unito alla capacità della Rudolph di cantare in inglese, francese e tedesco, facendo dei vari linguaggi e dei suoni da essi espirati un variegato materiale creativo.

La Rudolph si esibirà adesso per la prima volta in Italia con il suo quartetto, composto da
Tino Derado al pianoforte, Marc Muellbauer al contrabbasso e Heinrich Köbberling alla batteria.

Alle pendici dell’Etna che sempre più spesso si fa sentire, Catania, con i suoi 605 abbonati “al buio” è diventata a tutti gli effetti una delle capitali europee del Jazz.

Da 35 anni ormai, la gente si ritrova per ascoltare jazz e, in tutti questi anni, è capitato che sul palco siano saliti artisti come McCoy Tyner, Ornette Coleman, Chick Corea, Pat Metheny, Dizzy Gillespie, Wayne Shorter, Jaco Pastorius, Michel Petrucciani, Gerry Mulligan e centinaia ancora.

Suddiviso in un club da 200 posti, dove ogni artista suona per tre sere consecutive tutte sold out (e dall’anno prossimo, le serate saranno 4 consecutive) e un teatro da 874 posti, proprio il pubblico, anni fa, salvò questa rassegna, nel momento di massima difficoltà, decidendo diabbonarsi al buio anticipatamente un anno prima, senza sapere chi sarebbe salito sul palco l’anno seguente. Il pubblico rispose alla grande e anni dopo, in occasione del concerto del maestro Andy Sheppard, gli abbonamenti al buio sono arrivati a quota 605 (dato di fine febbraio che presumibilmente continuerà a crescere nei mesi fino alla chiusura degli abbonamenti). Numeri che non sorprendono certo Catania Jazz, ma che confrontati con qualsiasi altra rassegna jazz in Italia e in Europa, trovano difficoltà nell’individuare qualcosa di simile.

Senza una sede effettiva e senza alcun contributo degli enti pubblici locali ma solo con l’aiuto del pubblico, “Catania Jazz” ha cercato di perseguire l’obiettivo principale della qualità, accostando a grandi nomi della musica, artisti giovani che col tempo sono diventati di fama mondiale, invitati nei più prestigiosi festival e club al mondo per suonare e racimolando giusto qualche Grammy durante la carriera. La stagione in corso, che ha visto salire sul palco, tra i tanti, Carmen Souza, Banda Magda, Robert Glasper, Badi Assad, Steve Coleman, Ada Montellanico, il super gruppo dei Kneebody, vedrà la sua conclusione a fine aprile, proponendo ancora in cartellone artisti come la Rudolph, Paolo Angeli in coppia con Oriol Roca (8-9-10 maggio) e l’attesissimo ritorno del re incontrastato dell’acid jazz James Taylor con il suo quartetto (5 aprile). Chiusura particolarissima con la sicula-afroamericana Tonina, per la prima volta in Europa (17-18-19 aprile).

celine

 

 

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