Al Centro Teatrale “Fabbricateatro”, nella nuova Sala “Giuseppe Di Martino”, in via Caronda 82,  ritorna in scena il 2, il 3, il 5 e 6 Dicembre (ore 20.30 – domenica ore 18.30) “Alla fine del tempo”, liberamente tratto da un racconto di Antonio Tabucchi, drammaturgia e regia di Elio Gimbo.

L’atto unico, che vede in scena Cosimo Coltraro, Sabrina Tellico (nella foto di Lorenzo Arena) e Puccio Castrogiovanni parte come un enigma da risolvere, con le domande del regista che, stavolta, sono: “Cosa succede nella nostra coscienza dopo la morte? Ritroviamo noi stessi? Rivediamo il nostro passato? Compiamo un ultimo e definitivo bilancio di chi siamo stati?”.tabucchi

Assistente alla regia Angela Tinè, disegno luci Elvio Amaniera, scena Bernardo Perrone, costumi Fabbricateatro, organizzazione Daniele Scalia.

Ingresso: € 10,00 intero – Ridotto: € 8,00 – Info e prenotazioni 347.3637379.

“Quando lo scorso anno l’attore ed amico Cosimo Coltraro – spiega il regista –  mi presentò “I dialoghi mancati” di Antonio Tabucchi, manifestandomi il desiderio di interpretarne uno, non avevo una chiave precisa per una interessante messa in scena, sapevo solo che lo sfogo di Enrico – personaggio centrale della vicenda – non poteva indirizzarsi realmente al cadavere ancora caldo del fratello, ma occorreva rimescolare il mazzo di carte. Lo spunto decisivo mi arrivò dalla lettura di un articolo circa un esperimento di alcuni ricercatori universitari del Michigan e che comprovava una straordinaria attività cerebrale immediatamente seguente la morte cardiaca: il nostro cervello per molti secondi, forse minuti, produce un ultimo fuoco d’artificio. Che sia quella l’eternità,- ho pensato-, per la nostra coscienza? Forse l’ultima immagine in cui l’Io si fissa definitivamente”.

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