Fino a venerdì 4 ottobre Catania sarà la capitale italiana degli studi sulla Fisica della Materia. L’aula magna del dipartimento di Fisica e Astronomia dell’Università, intitolato ad Ettore Majorana, ha accolto la nutrita comunità di studiosi di questo settore scientifico (nella foto), in occasione della sessione inaugurale del FisMat, il congresso biennale itinerante promosso dal Cnism (Consorzio nazionale interuniversitario per le Scienze fisiche della Materia) in collaborazione con l’Ateneo catanese e il dipartimento di Scienze fisiche e tecnologiche del Cnr, diretto da Corrado Spinella.

“La città etnea è una sede importante per il mondo della ricerca italiana – ha spiegato il professor Ezio Puppin, docente del Politecnico di Milano e presidente del Cnism -. In questi giorni, con oltre 500 partecipanti da tutte le università italiane e con il contributo di molti autorevoli studiosi internazionali ci confronteremo su argomenti quali i materiali per le energie rinnovabili, le grandi infrastrutture di ricerca, le connessioni tra la fisica e le scienze biologiche”. Nelle varie sessioni congressuali non ci si limiterà comunque agli approfondimenti teorici, ma verranno presentati gli aspetti applicativi legati per esempio alle celle solari, alle energie alternative, ai materiali semiconduttori, alle applicazioni per i beni culturali e l’ambiente, a ‘topics’ di grande attualità come i computer quantistici, il grafene, i materiali biologici e le loro applicazioni alla biomedicina e alla fisica e anche alle neuroscienze.

“Per la nostra Università è senza dubbio un grande riconoscimento, a testimonianza della presenza di una comunità di fisici particolarmente attiva – ha osservato il rettore Francesco Priolo, che partecipa all’evento anche con un proprio talk sulle applicazioni delle nanostrutture in silicio per fotonica, fotovoltaico e sensoristica -. Avremo la possibilità di ascoltare numerosi ospiti internazionali di altissimo livello, tra cui alcuni vincitori di ‘grant’ dell’European Council of Research, spaziando dalla fisica atomica alle nanotecnologie. Il congresso Fismat è la dimostrazione della sinergia che esiste tra l’Ateneo e gli enti di ricerca del territorio: quando si lavora insieme, evitando le frammentazioni, si ottengono risultati significativi e si riesce a fare massa critica”.

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