Avviato solo nei giorni scorsi, il contratto di ricollocazione in Sicilia era partito … con il piede sbagliato. Problema risolto adesso grazie all’intervento della Uil catanese e siciliana che, dando riscontro alle segnalazioni arrivate da lavoratori della provincia ha segnalato alla Regione un’anomalia del bando: il programma informatico di compilazione della richiesta, infatti, imponeva a disoccupati e inoccupati la presentazione dell’Isee protocollato nel 2016, quindi relativo a redditi maturati negli anni 2014-2015. Il sindacato, su iniziativa dei segretari di Catania e siciliana Enza Meli e Claudio Barone, insieme al segretario confederale regionale Giuseppe Raimondi,  ha evidenziato la necessità di realizzare tutti i correttivi per consentire, nel rispetto delle norme in vigore, l’immissione dell’Isee relativo ai redditi 2016. In queste ore, la Regione ha provveduto.  Il contratto di ricollocazione, introdotto dal “Jobs Act” e già varato da tempo in altre regioni, offre un’indennità a disoccupati e inoccupati da 18 a 67 anni che seguano corsi di orientamento al lavoro mirati, tra l’altro, allo sviluppo dell’autoimprenditorialità. Sono previsti anche bonus da 4 a 8 mila euro per gli enti che sosterranno i lavoratori in questo percorso e riusciranno a far firmare loro un contratto o fatturare attività in proprio. L’incentivo varia in relazione a esperienze lavorative, livello di istruzione e altri fattori ostativi dell’accesso all’occupazione da parte di inoccupati e disoccupati.

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