I vertici di Comune di Catania e “Airbnb Italia”, il portale online che mette in contatto persone in cerca di un alloggio o di una camera per brevi periodi, con persone che dispongono di uno spazio extra da affittare, generalmente privati, hanno sottoscritto nella sala Giunta di Palazzo degli Elefanti una convenzione per il versamento e la riscossione dell’imposta di soggiorno direttamente dalla piattaforma. Sulla base dell’accordo, “Airbnb” riscuoterà l’imposta di soggiorno già al momento della prenotazione, versandola poi direttamente al Comune. I prezzi degli alloggi disponibili sul portale saranno già comprensivi dell’imposta, di due euro a persona per notte, che verrà poi versata automaticamente nelle casse comunali. L’operazione  si tradurrà per il Comune in una importante azione antievasione,  con la reale riscossione dell’imposta per tutte le prenotazioni effettuate tramite Airbnb, e offrirà vantaggi anche ai turisti, sempre più abituati a utilizzare servizi e pagamenti online, e agli host o gestori delle strutture ricettive, che spesso trovano difficoltà nel farsi pagare la tassa in contanti.
Al momento sono 3mila gli annunci attivi a Catania di Airbnb, relativi a interi appartamenti e stanze, rispetto ai 52mila riguardanti la Sicilia. Nel 2018 il capoluogo catanese ha registrato tramite la piattaforma 90.000 arrivi, rispetto ai 694.600 viaggiatori nell’intera Isola, con una durata media del soggiorno di 3,8 notti.

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