Aveva costruito, senza alcuna concessione edilizia e in totale violazione delle leggi in materia sismica e di sicurezza sui luoghi di lavoro, una grande costruzione in cemento (praticamente un multi piano, nella foto), occupando centinaia di metri sulla strada riducendo di fatto, un tratto. All’interno, gli agenti del Commissariato di LIbrino hanno trovato diversi quintali di materiale di risulta, rifiuti speciali pericolosi, che il titolare aveva smaltito illegalmente, abbandonandoli sin anche nello spazio verde circostante. L’uomo, che è stato trovato intento a lavorare in quel luogo assieme ad altri quattro lavoratori in nero, ha ammesso le proprie responsabilità, precisando che nella struttura realizzata nel demanio pubblico avrebbe voluto allestirvi un’autorimessa ed una stalla. La sua condotta è aggravata dalla circostanza che l’intero immobile era stato già completato. L’edificio è stato sottoposto a sequestro penale assieme all’attrezzatura da lavoro (betoniera, ponteggi, ecc.) e ai circa 1500 kilogrammi di rifiuti speciali, derivati dalla realizzazione della costruzione illegale. L’operazione si è svolta sul Viale Grimaldi, nella cosiddetta “Fossa dei Leoni”. Il pluripregiudicato è stato indagato in stato di libertà per i reati gestione illegale di rifiuti speciali, abuso edilizio e invasione di terreni pubblici.edificfio

I “Falchi” della Squadra mobile hanno invece arrestato Ivan Piacente, di 31 anni (nella foto), e Alfio Sottile, di 66, perché responsabili, il primo di detenzione ai fini di spaccio di marijuana e il secondo di cocaina. Nei pressi dell’abitazione di Piacente, apparrtenente alla famigerata famiglia dei “Ceusi”, ovviamente a Picanello (dotata di sofisticato impianto di sorveglianza) vi era un continuo e sospetto viavai di giovani. Il giovane è stato sorpreso mentre stava prelevando nel sottosella del proprio scooter 100 grammi di marijuana. Aveva, infatti, quasi finito lo stupefacente e stava attingendo dalla “riserva” che era solito tenere all’interno del proprio motoveicolo. La successiva perquisizione domiciliare ha permesso di rinvenire ulteriori 10 dosi.

 

 

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