Il #Megafono c’è e si vede! Conferenza Stampa in un albergo cittadino di Rosario Crocetta (nella foto) “a sostegno di di #Micari senza mai perdere la nostra identità“. Affiancato dall’assessore Luigi Bosco, dal fedelissimo Giuseppe Caudo e da Carmelo Leanza (che poi stranamente alla fine non è stato presentato) il presidente è stato particolarmente pungente, specie dopo le polemiche legate al caso Messina. Sono votato al martirio e al sacrificio, del resto mi chiamo Crocetta Rosario”,  ha detto scherzando con i giornalisti.crocettaexcelsior crocettact

Ovviamente i suoi strali sono stati rivolti a Bianco e Orlando, ritenuti i responsabili del fallimento delle “Liste del presidente” e della conseguente ritirata del Megafono.

“Senza di noi oggi non ci sarebbe nessuna lista Micari – ha affermato – Bianco non ha messo nessun candidato in lista, Orlando  due (sui nove in quota Micari). Undici sono del Pd e trentasei del Megafono”.

Di buon umore, ogni tanto perfino qualche risata, Crocetta ha ironizzato sulle tragicomiche vicende delle liste a Siracusa e Messina. Nella città aretusea un calcolo imperdonabile da parte di chi doveva portare i plichi da Palermo, nella città dello Stretto invece un marasma dovuto alla confusione in casa pidiina su chi inserire nell’una o nell’altra. Qui è stato comunque presentato ricorso.

Il presidente inoltre è nell’occhio del ciclone per un’altra ragione: “ Sono profondamente rammaricato– ha scritto sul suo profilo Facebook – che la semplice applicazione di una legge, quella della riforma delle Province, da me non condivisa e persino col mio palese parere contrario, venga vista come la guerra di Crocetta a Orlando, Bianco e Accorinti”.
“A parte il fatto – ha aggiunto – che non ho fatto alcuna guerra a nessuno dei tre in questi anni e che semmai Orlando, in qualità di presidente dell’Anci ha più volte attaccato il governo regionale. I ruoli ci obbligano alle scelte e, nell’adempimento delle mie funzioni di presidente della Regione, non sono esponente di un partito o di una coalizione, sono colui che deve rispettare le leggi che il Parlamento approva e devo persino garantirne il rispetto da parte di tutti.
La legge che prevede la decadenza dei sindaci delle città metropolitane in Sicilia, è stata già approvata il 12 agosto scorso. Con molta sincerità, mi sembra un atto estremamente doloroso decretare la rimozione di sindaci che per la normativa nazionale sarebbero di diritto sindaci della città metropolitana e che per quella regionale, per assumere tale ruolo, devono essere eletti dai cittadini. Per togliere ogni dubbio, ho chiesto un parere all’ufficio legislativo e legale della Regione che da alcuni giorni mi è stato trasmesso a firma avvocato Maria Mattarella.
Il parere è netto, con la legge regionale approvata, i sindaci metropolitani sono decaduti e io devo provvedere alla nomina dei commissari fino alle elezioni della prossima primavera”.

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