Torna alla luce il più antico e illustre corpus normativo dell’Ateneo di Catania, una raccolta di documenti che spazia nel tempo dall’anno 1434, quando ebbe inizio la vicenda del Siciliae Studium Generale, fino alla metà del Settecento. Grazie al lavoro di un team di studiosi catanesi, viene resa infatti disponibile anche al grande pubblico – in versione cartacea e digitale – l’edizione degli Statuta et privilegia almae Universitatis Catanae (secoli XV-XVIII), oggi conservati nell’Archivio storico dell’Università.

Il loro particolare valore deriva non solo dalla ricchezza e dalla vetustà dei documenti che vi sono raccolti, ma anche dalla loro autorevolezza: tutti sono infatti autenticati col sigillo cittadino dagli ufficiali del Comune, in primo luogo il segretario comunale Giuseppe Vurzì. Le copie furono tratte, a metà Settecento, dai documenti originali conservati nell’archivio del Comune, allora ente di governo dell’Ateneo. L’incendio che nel 1944 distrusse l’archivio storico comunale ha reso molti di questi documenti unici testimoni sopravvissuti della storia dello Studio etneo, unica università autorizzata del Regno di Sicilia per quasi quattrocento anni. I documenti restituiscono anche una rappresentazione della cultura e della mentalità della società, nonché della vita quotidiana di professori e scolari, dal 1434 al 1752.

L’edizione, curata da Giuseppina Nicolosi Grassi e Alfonso Longhitano e composta da tre volumi, viene dunque a colmare un vuoto, particolarmente avvertito negli ultimi decenni, dal momento che i volumi erano stati creduti dispersi.

Vennero invece ritrovati nel 2001, durante i lavori per il riordino dell’archivio storico dell’Ateneo condotti, nell’ambito del Progetto Catania-Lecce, dallo staff dell’“Iniziativa 2 – Archivio Storico dell’Università”, di cui era responsabile il professor Francesco Migliorino, docente di Storia del Diritto nell’allora facoltà di Giurisprudenza, che ha anche curato, insieme allo staff dell’Archivio storico d’Ateneo, il coordinamento editoriale dell’opera. L’edizione elettronica, inclusa nel Dvd allegato al volume cartaceo e predisposta per la pubblicazione in rete, che contiene la riproduzione integrale dei tre volumi (per un totale di oltre tremila pagine), corredata da materiali scientifici di sussidio, è stata realizzata col fondamentale apporto di alcuni dottorandi e studenti del corso di laurea in Informatica, guidati dai professori Giovanni Gallo e Filippo Stanco. Il progetto grafico è di Ivano Mistretta (per l’edizione web) e Graziella Scozzarella (per l’edizione cartacea), la stampa è stata curata da Dell’Erba srl (Biancavilla).

Giovedì 31 marzo, alle 16.30, nell’aula magna del Palazzo centrale, l’opera sarà presentata dagli studiosi Jacques Verger, professore emerito di Storia medievale all’Università Sorbonne di Parigi e membro dell’Academie des Inscriptions et Belles-Lettres e da Giorgetta Bonfiglio Dosio, ordinario di Archivistica nell’Università di Padova. L’incontro sarà introdotto dagli indirizzi di saluto del rettore Giacomo Pignataro e coordinato da Migliorino. Oltre ai due curatori Grassi e Longhitano, interverranno anche i docenti Gallo e Stanco e il responsabile dell’Archivio storico d’Ateneo, Salvatore Consoli.

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