I bandi dell’”European Research Council”, progetti di ricerca competitivi per inseguire un sogno di eccellenza. Supportare singoli o gruppi di ricerca, in tutti i settori della scienza e del sapere, investendo nei migliori ricercatori e nelle idee più valide con un unico criterio di valutazione: l’eccellenza. Questo  l’obiettivo dell’agenzia europea indipendente creata nel 2007 dall’Unione europea per rafforzare la ricerca di frontiera. Inizialmente inserita nell’ambito del VII PQ (2007-2013), dove ha avuto un budget di 7,5 miliardi di euro, il “Council” è attualmente parte integrante del Programma “Horizon 2020”, con uno stanziamento di oltre 13 miliardi per l’intero periodo 2014-2020 (circa il 17% del budget totale).

Nell’aula magna del Palazzo centrale dell’Università, si è svolta (foto in basso) una giornata informativa sulle opportunità offerte dal Consiglio europeo della ricerca dal titolo “Partecipare con successo ai bandi dell’European Research Council”, promossa dall’Ufficio Ricerca internazionale dell’Ateneo. Ad aprire i lavori il rettore Francesco Basile e la delegata alla Ricerca Alessandra Gentile. “Uno dei principali obiettivi strategici dell’Università di Catania – ha premesso il rettore Basile – è quello di consolidare la propria dimensione internazionale, coltivando una serie di relazioni e contatti utili soprattutto alla conoscenza del quadro complessivo dei diversi canali di accesso ai finanziamenti europei. Per questo motivo, nel marzo scorso, una delegazione dell’Ateneo si è recata a Bruxelles per incontrare i massimi rappresentanti delle principali agenzie europee che si occupano di ricerca e alta formazione, da cui è emersa ampia disponibilità a incoraggiare l’attività di internazionalizzazione dell’Ateneo favorendo una più ampia partecipazione ai programmi di ricerca, alta formazione e cooperazione sostenuti dai finanziamenti diretti Ue”.european

In particolare – ha ricordato il rettore -, l’Erc sostiene l’eccellenza scientifica, finanziando per cinque anni i progetti di giovani dottori di ricerca o di ricercatori strutturati attraverso dei grants “spendibili” in qualunque parte dell’Europa. Si tratta di borse individuali a cui si accede tramite procedure altamente competitive in qualunque settore scientifico disciplinare. “Il nostro obiettivo – ha concluso – è quello di allargare al maggior numero di discipline la possibilità di partecipare, anche attraverso specifici eventi di informazione e divulgazione sulle opportunità di finanziamento tenuti dai funzionari europei”.

 Il dottor Giovanni Torrisi, ha quindi illustrato le opportunità e delle azioni di finanziamento previste: “L’Erc – ha spiegato – rappresenta un unicum nel panorama europeo della ricerca: è, infatti, la sola agenzia costruita e gestita da ricercatori e che offre un’azione ‘bottom up’, finanziando ricerche di qualsiasi settore disciplinare. Ogni progetto deve avere al centro un ricercatore che faccia da Principal Investigator (Pi), una Host Institution e deve avere una durata massima di cinque anni”.  Torrisi si è poi soffermato sulle tipologie di “grants” Erc: “Starting Grants” (Stg), “Consolidator Grants” (Cog), “Advanced Grants”  (Adg) “Synergy Grants” e “Proof of Concept” (Poc).

I bandi Erc hanno già rappresentato un’occasione già per diversi ricercatori etnei, alcuni dei quali hanno raccontato la loro esperienza. Si tratta di Dario Catalano, associato di Informatica nel dipartimento di Matematica e Informatica; Manuela Cavallaro, ricercatrice dei Laboratori nazionali del Sud e Vincenzo Greco, associato di Fisica teorica e Modelli e Metodi matematici nel dipartimento di Fisica e Astronomia.

Le conclusioni dell’incontro sono state affidate a Teresa Caltabiano, dell’Ufficio ricerca internazionale, che ha parlato delle attività e dei servizi di supporto offerti dall’Ufficio ricerca dell’Ateneo ai potenziali partecipanti, lanciando un invito: “Non esitate a rivolgervi ai nostri funzionari. Lavoriamo per aiutarvi e facilitarvi nella partecipazione e questi e ad altri bandi europei”.

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