Cumuli di rifiuti sono stati abbandonati in via Don Minzoni a pochi passi dalla postazione del 118. Tutto questo nel giro di pochi giorni e così nel quartiere San Giovanni Galermo, anche nel periodo estivo, non si può far altro che constatare la presenza dell’ennesima zona adibita allo scarico illegale di materiali pericolosi. Un problema che il consigliere del IV Municipio Giuseppe Zingale ha immediatamente  segnalato alle istituzioni competenti chiedendo che qui, come nel resto di San Giovanni Galermo, venga fatto un lavoro di bonifica del territorio anche installando delle telecamere di sicurezza. La discarica di via Don Minzoni (nell’immagine) è una prova evidente che la semplice rimozione dei rifiuti non basta. Occorrono sistemi di recinzione o di video sorveglianza per colpire in tempo reale i maleducati che scaricano eternit e altri tipi di materiali a pochi passi dalle abitazioni.minzoni

Il consigliere di “Picanello-Ognina-Barriera-Canalicchio” Andrea Cardello propone invece ul progetto di riqualificazione e messa in sicurezza della zona nord del II Municipio, dove serve un progetto continuo e costante di cura del verde e azioni repressive contro gli incivili che trasformano le aiuole in pattumiere a cielo aperto. “ Via Coffa Caruso, via Fiducia,via Fasano, via Rimini e via Saglietti sono solo alcune strade dove gli abitanti lamentano la presenza di vere e proprie giungle di sterpaglie, pronte a prendere fuoco da un momento all’altro, e microdiscariche dove abbandonarci di tutto- sostiene Cardello- peccato che questo quartiere non sia una zona isolata ma, piuttosto, popolata da migliaia di famiglie. Persone costrette ogni giorno ad ammirare dai balconi un paesaggio fatto di degrado e incuria”. Già in passato in via Coffa Caruso il consiglio del II municipio aveva fatto istallare delle telecamere di sicurezza intorno al locale centro di raccolta. “ Una soluzione che ha dato i suoi frutti in termini di decoro- prosegue- un deterrente anti-incivili che ora va esteso anche alle strade limitrofe. Qui ci vuole una programmazione seria e concreta in cui inserire anche, con la collaborazione di tutte le associazioni animaliste, un piano di aiuti e magari di adozioni  per i tanti cani randagi che vagano in questa zona alla ricerca di cibo”.

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