A Catania per apprendere il modello di accoglienza del Consorzio “il Nodo”. Una ventina tra suore e laici, provenienti da Francia, Belgio, Germania, Austria, Portogallo, Italia e Malta, componenti di una delegazione della Congregazione “Suore Nostra Signora di Carità del Buon Pastore” sono arrivati in città nell’ambito del progetto europeo su immigrazione e donne vittime di tratta, e per tutto il giorno hanno visitato la sede di Villa Santa Maria degli Angeli, dove il Consorzio svolge numerose attività di accoglienza e sostegno, e incontrato gli operatori  che operano nelle strutture di Catania e Acireale.sorelle

“Tra Catania e Acireale, gestiamo due case di accoglienza per donne vittime di violenza e di tratta– ha spiegato il presidente Fabrizio Sigona – lavoriamo con le Suore del Buon Pastore dal 1972, grazie a suor Anna e alla cooperativa Futura 89, da cui è partito il percorso di collaborazione”.  “Far conoscere solo la via dell’Amore” diceva la fondatrice Suor Eufrasia Pelletier” –  ha commentato suor Anna – tale scelta distingue i servizi del Consorzio Il Nodo dalle altre cooperative presenti sul territorio”.

“A Catania, grazie al Consorzio Il Nodo –  ha sottolineato Ivana Youtchak, responsabile del progetto europeo – abbiamo conosciuto un eccellente modello organizzativo che si avvale di una efficiente rete di operatori laici”.

“La nostra prima regola è creare un senso di appartenenza alla comunità, vissuta come “casa”, appunto, allo scopo – ha proseguito Sigona – di alleviare la sofferenza di stare lontano dalla propria famiglia, per questo creiamo piccoli gruppi di ospiti”.

Far emergere la capacità di ognuno, progettare il futuro in base alle potenzialità di ciascuno e le aspirazioni, supportare sia minori che le donne vittime di violenza e di tratta sono alcuni capisaldi del modello di accoglienza del Consorzio. “Fondamentale il concetto di integrazione – ha aggiunto Gabriele Spina, psicologo, che ha guidato i delegati – per questo in alcune comunità è stata sperimentata la convivenza fra minori italiani e stranieri. Per le donne, per la delicata situazione vissuta, vi è un lavoro di collaborazione con il tribunale dei Minori, la Procura, i servizi sociali e con le associazioni che operano in questo ambito”.

“Il Nodo”, nato nel 2000, si muove su ben quattro aree di intervento: gli stranieri, minori e famiglie, lavoro e divers-abilità, e durante la presentazione il presidente ha affrontato il tema delle fonti di finanziamento (fondi comunitari e nazionali, le fondazioni) grazie alle quali è possibile portare avanti tutte le attività, anche se risulta fondamentale il supporto delle banche Etica e Prossima, che nella loro “mission hanno il sostegno a progetti sociali”, come hanno spiegato Daniela Merenda, Direttore Sicilia Orientale e Rodolfo Pezzotti, Responsabile regionale Lazio, Sardegna e Sicilia di Banca Prossima.

L’incontro  (nella foto) rappresenta la terza fase del progetto che ha accolto una prima delegazione già a luglio scorso, e un secondo incontro a novembre.

La Congregazione è composta da comunità di suore e laici con 72 missioni in diversi Paesi del mondo. Dal 2015 la Congregazione si è posta l’obiettivo della formazione dei laici, improntata ai valori dei padri fondatori, “quelli della riconciliazione e della misericordia”, come ha ricordato lo scorso 30 novembre suor Annunziata, durante il primo workshop che si è tenuto nella sede del Consorzio, (seconda tappa del progetto) ribadendo come “I laici ormai, a causa di una sempre crescente diminuzione della vocazione, siano considerati i nuovi mission partners della Congregazione”.

 

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