Due cittadini nigeriani, Frank Josiah, di 21 anni, ed Edith Josiah di 25 (nelle foto) , marito e moglie, sono stati arrestati dalla Direzione distrettuale antimafia in quanto gravemente indiziati, in concorso tra loro e con altri in Nigeria ed in Libia, dei delitti di tratta di persone – con le aggravanti della transnazionalità del reato, di avere agito mediante minaccia attuata attraverso la realizzazione del rito religioso-esoterico del voodoo, in danno di minori, al fine di sfruttare la prostituzione ed esponendo le persone offese ad un grave pericolo per la vita e l’integrità fisica nonché di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina.nig2

Il provvedimento restrittivo accoglie gli esiti di un’indagine avviata dalla Squadra Mobile, a seguito della segnalazione, pervenuta alla Questura il 20 aprile 2018, relativa ad una minorenne di nazionalità nigeriana, chiamata “Raquel” costretta a prostituirsi in centro cittadino da un uomo di nome “Frank”, rintracciabile in un’abitazione a San Cristoforo, dove effettivamente i poliziotti hanno trovato una coppia di cittadini nigeriani e di alcune giovani donne della stessa nazionalità, identificate per appunto “Raquel” e “Alyssa”, che sono state immediatamente collocate in strutture protette.

Raquel” ha raccontato di aver lasciato la Nigeria all’età di appena quattordici anni a causa delle condizioni di disperata povertà del nucleo familiare, accettando la proposta di una connazionale dimorante in Italia che le aveva offerto di farsi carico delle spese del viaggio verso l’Europa con l’accordo che Raquel, una volta giunta in Italia, avrebbe lavorato alle sue dipendenze come prostituta e con i guadagni avrebbe pagato il debito di ingaggio pari a 15. mila euro. Raquel era stata sottoposta ad un rito voodoo prima della partenza e con tale rito si era impegnata a pagare il debito e a non denunziare i propri aguzzini, altrimenti sarebbe morta. Le stesse storie che si ripetono, insomma. Giunta a Catania l’11.10.2017, a bordo della nave della Marina Militare francese “Ducuing”, assieme ad altri 134 migranti di varie nazionalità, dichiarò di essere maggiorenne e, dopo esser stata collocata in una comunità in provincia di Messina, venne prelevata da Frank che assieme alla moglie l’avviò, dopo appena, una settimana alla prostituzione su strada.

Stesso percorso per “Alyssa”.

Le indagini tecniche hanno fornito pieno riscontro alle dichiarazioni rese dalle due vittime. Così nella giornata dell’11 agosto la DDA ha emesso nei confronti degli indagati decreto di fermo di indiziato di delitto, eseguito nel corso della medesima giornata. I coniugi nigeriani sono ora rinchiusi nel carcere di piazza Lanza.

Immagine di repertorio.

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