Duello rusticano a colpi di pistola anziché col coltello. Al Fortino anziché alla Cunziria.

Piena luce sul misterioso omicidio del 20 dicembre e sull’uccisione di Enzo Valenti, 21 anni (foto accanto). Danilo Guzzetta, anni 18 (foto grande) si è presentato in Tribunale accompagnato ovviamente dal difensore confessando il delitto. Ha riferito di un primo litigio con la vittima, avvenuto sotto casa, e poi , proprio come nella “Cavalleria rusticana”,  i due si sono dati appuntamento al Fortino per un ulteriore “chiarimento”. Ma su che cosa ?  Guzzetta aveva una relazione con la ex fidanzata di Valenti, che non ci stava e non accettava. Quindi, quando i sue si sono rivisti la discussione è subito degenerata.  Ma Guzzetta si è presentato armato di pistola e accompagnato da altre persone. Ha sparato due colpi e quindi è scappato rendendosi irreperibile.valenti3

Poi Valenti è stato effettivamente soccorso da un passante che l’ha portato a bordo della propria auto al Pronto soccorso dell’Ospedale “Vittorio” dove il giovane è morto poco dopo. Si tratta anche di un testimone importante, oltre che coraggioso, e ha riferito numerosi particolari utili alla Squadra mobile.

Due incensurati, certo, ma con parenti e genitori che gravitavano negli ambienti mafiosi. Il padre dell’assassino, Angelo Guzzetta, venne arrestato nell’operazione antidroga “Fort Apache” ed è considerato dagli inquirenti appartenente al clan Cappello- Bonaccorsi.

Ora il diciottenne è stato rinchiuso nel carcere di Piazza Lanza. Il fermo emesso dal pubblico ministero Fabrizio Aliotta è stato convalidato dal Giudice delle indagini preliminari Santino Mirabella che ha emesso l’ordinanza di custodia cautelare in carcere. A Guzzetta sono state contestate le aggravanti di aver commesso il fatto per futili motivi e la detenzione e porto illegale di arma da fuoco.

GuzzettaDanilo

 

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