Sono già quasi un centinaio le ordinanze di sgombero firmate dal sindaco di Zafferana Etnea, nonché sub commissario per l’emergenza post terremoto, Alfio Russo che sanciscono l’inagibilità, totale o  parziale, degli edifici a seguito dei danni arrecati dal sisma del 26 dicembre. I proprietari degli immobili inutilizzabili potranno così attingere al Contributo di Autonoma Sistemazione (CAS) la cui entità varia a seconda del numero che compone il nucleo familiare.

Intanto, sono 1.322 i sopralluoghi già eseguiti per la verifica dell’agibilità degli immobili nel territorio zafferanese (soprattutto nelle frazioni maggiormente colpite dal movimento tellurico e cioè Fleri, Poggiofelice e Pisano) a fronte delle 2.289 richieste. Ne restano da eseguire, quindi, 967 stando al report diramato dal C.O.C.. Gli immobili agibili, al momento, sono 566, quelli parzialmente agibili 364 e 392 gli edifici inagibili. Il numero degli sfollati si è attestato sulle 501 unità alloggiate negli Hotel di Zafferana Primavera (177), Emmaus (97), Airone (159), B&B Sotto i Pini, Madonna degli Ulivi (47) e Villa Itria (4) di Viagrande, Art Capomulini (3) di Acireale.

La via Vittorio Emanuele, strada principale che attraversa l’abitato di Fleri, resta ancora chiusa per alcune criticità post terremoto non ancora del tutto risolte. E proprio quello della viabilità resta un nodo importante da sciogliere, considerando peraltro la riapertura delle scuole prevista per domani 8 gennaio.

Intanto da segnalare una polemica a margine del sindaco Russo a seguito della comunicazione diramata dal presidente pro-tempore dell’Associazione di Volontariato per la Protezione Civile ed Ambientale Giuseppe De Luca che sino a due giorni fa si è occupata, nella scuola elementare di Fleri, della distribuzione dei pasti caldi agli sfollati post terremoto. De Luca ha addotto presunte “criticità” nella gestione del servizio, annunciando che l’Associazione da lui presieduta non presterà più il servizio sinora espletato e chiedendo di provvedere alla relativa sostituzione che, peraltro, è già tempestivamente avvenuta.

“Tutti gli operatori impegnati a vario titolo nell’emergenza determinata dal recente evento sismico –aggiunge il primo cittadino zafferanese- stanno profondendo il massimo sforzo nelle rispettive qualifiche professionali e mi sembra quanto meno pretestuoso che un’Associazione, che per suo stesso statuto ha, presumibilmente, l’obiettivo di svolgere volontariato nei confronti di chi si trova in difficoltà, si tiri indietro per una “criticità” che sarebbe stato possibile affrontare ricorrendo magari ad un istintivo “buon senso”.

Anche da Trecastagni sono partite sessanta richieste di sopralluogo inoltrate dai residenti al Centro operativo comunale attivo nel comando. Dopo i primi sopralluoghi effettuati una sola abitazione è stata dichiarata inagibile. La famiglia che la abitava è stata collocata in una struttura ricettiva di Zafferana Etnea.Danni rilevanti alle strade (nella foto) e a molti immobili rurali sono stati rilevati in prossimità del Monte Ciciriello. In particolare, in via Ronzini sono collassate alcune parti del manto stradale e sono crollati i muretti di contenimento causando disagi a numerose famiglie che vivono in zona. Tra gli immobili in attesa di sopralluogo c’è anche la Chiesa Madre del paese.

A rendere noti i dati dell’attività del Centro operativo comunale è la senatrice del Movimento 5 Stelle di Trecastagni Tiziana Drago che subito dopo il sisma ha chiesto e ottenuto che il Coc fosse aperto nel comune pedemontano, dopo due giorni dal sisma.

trecastagni

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