“Occorre incrementare il numero di laureati che si iscrivono ai Dottorati di ricerca di area medica, ancora troppo basso nel nostro Paese, e al tempo stesso la classe politica deve farsi carico di rivedere il sistema di meccanismi che sta penalizzando in maniera eccessiva, e spesso immeritatamente, le università del Sud”. Sono alcuni degli appelli che il presidente dell’Agenzia nazionale per la Valutazione delle Università e della Ricerca (Anvur) Paolo Miccoli ha lanciato all’incontro inaugurale del  16° seminario nazionale delle Scuole di Specializzazione e Dottorati di Ricerca in Chirurgia Generale e Chirurgie Specialistiche – dal titolo “QiSET Quality in Surgical Education & Training” (nella foto), che si è tenuto nell’aula magna del Palazzo centrale dell’Università.chirurghi

Dati alla mano, Miccoli ha osservato che già, con la legge Gelmini, è stato fatto un significativo passo avanti, equiparando il titolo di specialista a quello di dottore di ricerca, dando inoltre la possibilità di frequentare congiuntamente i due percorsi: “Ma è bene – ha spronato – che cresca il numero di medici a vocazione scientifica e che i dottorati attivino più convenzioni con istituzioni straniere aprendosi a un maggior numero di allievi provenienti da atenei esteri”. Il presidente ha inoltre fatto il punto sulla situazione delle Scuole di specializzazione mediche e chirurgiche dopo i provvedimenti di accreditamento, legati a vari parametri di qualità: “Soltanto pochissime scuole non raggiungono gli indicatori previsti – ha rilevato -, crediamo però molto nella valutazione ex post, in particolare grazie al contributo che possono dare le schede di soddisfazione compilate dagli specializzandi che prendono in considerazione gli aspetti professionalizzanti e le capacità critiche di natura scientifica dei percorsi offerti”.

Nell’aula gremita di partecipanti, tra i quali anche i ‘maestri’ della Chirurgia siciliana Gastone Veroux e Aurelio Di Benedetto, si sono poi susseguiti gli interventi. Il rettore Francesco Basile ha ribadito che “è fondamentale dedicare iniziative ai giovani medici, anche attraverso il confronto continuo e proficuo con i chirurghi più esperti”. “E’ indispensabile che la formazione specialistica – ha aggiunto Domenico Russello, direttore della Scuola di specializzazione in Chirurgia dell’Apparato digerente – recepisca le innovazioni introdotte dalla tecnologia,  e vengano attrezzati centri con sistemi di simulazione per migliorare la performance chirurgica”. “I giovani manifestino il desiderio di apprendere – ha esortato Matteo Cannizzaro, past direttore della Scuola in Chirurgia -, da parte nostra ci devono essere la capacità e l’umiltà di trasmettere la nostra esperienza”. Ed è proprio questa filosofia che sta alla base dell’evento “Qualità della formazione”, che fa leva su una formula innovativa grazie alla quale i giovani aspiranti chirurghi dialogano con esperti e maestri, su metodologie e percorsi, per raggiungere il livello migliore di know-how e capacità tecniche necessari oggi per sicurezza e qualità delle cure dei pazienti.

Il professor Gaetano La Greca, chirurgo al “Cannizzaro”, coordinatore del comitato che ha organizzato il simposio, ha richiamato i grandi nomi della scuola chirurgica catanese, che riconosce come capofila Attilio Basile, citando poi una serie di istanze che migliorerebbero la situazione degli specializzandi (tra queste, l’inquadramento, la remunerazione e le prospettive lavorative negli ospedali italiani dei giovani chirurghi anche rispetto ad un rapporto medico-paziente sempre più conflittuale e pieno di rischi di contenziosi medico-legali) mentre Antonio Di Cataldo, governatore del Capitolo italiano dell’American College of Surgeons, la più grande e prestigiosa associazione di Chirurghi del mondo ha illustrato le attività dell’Acs, in particolare quelle in favore dei giovani in formazione. Guido Basile, direttore della Scuola di Chirurgia generale, infine, ha richiamato gli obiettivi prescritti per legge che assicurano la qualità nel training formativo: il numero minimo di interventi chirurgici eseguiti da ciascun specializzando, il numero minimo di ore di didattica frontale, la predisposizione verso la ricerca e l’adozione di nuovi modelli formativi quali corsi teorico-pratici, cadaver lab, simulatori.

 

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