“Il comune di Catania ha revocato il geometra Giuseppe Idonea dall’incarico di Liquidatore della vecchia Amt. Il provvedimento, datato 24 gennaio, è stato adottato a seguito dell’accertamento di gravi irregolarità commesse dal liquidatore nella gestione della società. In particolare la revoca pone l’attenzione verso le procedure adottate per la nomina e la definizione dei corrispettivi professionali concessi a due avvocati e a due commercialisti in occasione del loro incarico. La segnalazione di quanto accaduto è stata trasmessa alla Procura della Corte dei Conti. Ulteriori segnalazioni relative ai medesimi fatti sono state inviate alla Corte anche dal Collegio dei Revisori della società”.

Con questa nota dell’Ufficio stampa, giunta in redazione per l’esattezza alle 19,26 del 26, si è aperta una delle vicende più oscure, e dai risvolti ancora imprevedibili, degli ultimi anni a Palazzo degli Elefanti. Che coinvolge colui, Giuseppe Idonea appunto, che è stato per due anni e mezzo considerato il fedelissimo di Enzo Bianco, al punto da meritarsi una nomina importante quanto rognosa: quella di commissario liquidatore dell’Azienda municipalizzata trasporti, avvenuta nel novembre 2013. Per azzerare i debiti, il Comune assunse un mutuo con la Cassa depositi e prestiti di 55 milioni, come previsto dalla legge.

Idonea cominciò a sbrogliare la matassa , e si trovò a dover esaminare 870 ruoli e 2700 sottoruoli.

Ma la svolta della vicenda avviene meno di un anno fa.

E qui però il racconto è del solo Idonea, che ha tenuto una conferenza stampa all’hotel Principe alla presenza dei suoi legali. L’Amministrazione infatti, a parte quello scarno comunicato ed alcune fugaci battute di Bianco, non ha voluto finora intervenire ufficialmente sul caso, nonostante anche le nostre sollecitazioni.

Dunque, nel marzo del 2015 si discusse della nomina di alcuni consulenti, che in gergo burocratico sono definiti “difensori”: due avvocati e due commercialisti, operativa da aprile. Si tratta di Roberto Cosio, Attilio Toscano, Fulvio Ventura e Maddalena Falcone. Tutti con pieno assenso di Bianco.

Solo che questi consulenti, fior di professionisti, si misero davvero al lavoro.

Nel frattempo, il commissario liquidatore si avvide di un particolare davvero curioso: che alcuni terreni di proprietà dell’Amt alla Playa erano posti all’asta al prezzo irrisorio di 9 mila euro. E si tratta di 76 mila metri quadrati, sette ettari. Ed emerge un particolare inquietante: quei terreni rientrano nel famigerato “Pua”.  Siamo nel luglio 2015. A quel punto, i consulenti nominano i loro periti ed il 15 dicembre il giudice delle esecuzioni blocca la precedente procedura ed assegna il valore di due milioni e 300 mila ad ettaro. Il 15 dicembre.

Quindi, in soldoni, sono stati quei consulenti a bloccare la speculazione alla Playa, consulenti nominati da Idonea col beneplacido del sindaco.

E qui le due vicende parallele s’intrecciano. Infatti concretamente viene contestato ad Idonea di aver corrisposto l’intero compenso, ammontante ad 800 mila euro nette, anticipatamente.

Chi abbia ragione o torto a questo punto non si sa. A giudizio dei legali dell’ex liquidatore è prassi, mentre il sindaco ha tuonato sulla “Sicilia” contro l’esosità delle parcelle. Ed è punto. Ma è proprio vero che Idonea sia stato licenziato in tronco, ed in pubblica piazza, per queste ragioni ?

Rimane inoltre tutta da chiarire la faccenda dei terreni della Playa, su cui incombono le nubi di intrallazzi. Tanto che il senatore cinquestellino Michele Marchese ha annunziato che chiederà l’audizione di Idonea e l’acquisizione degli atti alla Commissione parlamentare antimafia.

Il caso, insomma, è destinato ad infiammarsi.

Nella foto la conferenza stampa: Idonea, secondo da destra, con i suoi legali.

idonea

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