Il S.I.U.L.P., il più rappresentativo sindacato dei lavoratori della Polizia di Stato, dopo le richieste inevase rivolte nei giorni scorsi al signor Prefetto, al signor Questore e al signor Presidente della Regione Sicilia, si vede costretto in una nota a denunziare i rischi che corrono gli operatori tutti del Comparto sicurezza, col proposito di mantenere alta l’attenzione e fungere – laddove possibile – da volano per le legittime richieste delle donne e degli uomini in divisa. “Ancora una volta, infatti, richiediamo che sia effettuato il tampone a tutto il personale delle Forze dell’Ordine, una delle categorie di lavoratori più esposti al contagio da COVID-19. In questo difficilissimo momento storico, mentre si attende ancora il temuto picco dell’epidemia ma non si conosce affatto il reale numero delle persone contagiate, riteniamo sia doverosa una politica sanitaria incentrata sulla sorveglianza attiva massiva di tutta la nostra categoria. Ed è chiaro che, in questo scenario surreale, gli esempi da citare sarebbero innumerevoli con l’unica costante – infelice comune denominatore – che sarà ogni giorno più difficile mantenere il cosiddetto distanziamento sociale di fronte alle condizioni sempre più esasperate cui quotidianamente gli operatori della Polizia di Stato sono costretti a compiere il proprio dovere e far rispettare la Legge. Dio non voglia, come già verificatosi in più parti della nostra Italia, che anche qui si debba contrastare l’iniziativa di singoli o di gruppi che per disperazione danno l’assalto alle scorte di generi alimentari o, chissà, di risorse medicinali.siulp

Da che mondo è mondo i professionisti, siano essi medici o calciatori, sono valutati per l’istinto e la capacità di reagire. Quello del poliziotto però è l’unico lavoro dove è necessario procedere secondo gli schemi per raggiungere gli obiettivi degli altri con l’unica, legittima condizione di operare nel rispetto della Legge.

Dopo la lettera delle strutture SIULP regionale e provinciale, non ci risulta sia stato adottato alcun provvedimento dal signor Presidente la Regione Sicilia che riconosca lo sforzo dei poliziotti, indubbiamente insieme a tanti altri quotidianamente esposti a rischio. La percezione però tra gli uomini in divisa è di assoluta indifferenza verso le richieste di attivazione di un protocollo di sorveglianza attiva massiva per le forze dell’ordine, i quali assicurano – tra l’altro – l’ordine e la sicurezza pubblica e la salute dei nostri cittadini.

Dobbiamo peraltro registrare lo sforzo immane dei medici della Polizia di Stato, che con estrema professionalità e abnegazione assicurano ogni controllo e assistenza ai poliziotti e alle loro famiglie. In epoca di emergenza, tuttavia, si deve fare ricorso ad ogni disponibile risorsa a cominciare dalle strutture private, già in campo per supportare la sanità pubblica, che potrebbero effettuare i tamponi alle Forze di Polizia. Senza voler ulteriormente sottolineare la necessità che tutti gli operatori siano riforniti degli strumenti di protezione individuale, prendiamo tranquillamente atto che gli sforzi dell’Amministrazione della Pubblica Sicurezza non riescono a garantire il ricambio tempestivo e adeguato alla richiesta.

Confidiamo quindi nel contributo concreto anche delle aziende private che vogliano riconvertire l’originario processo produttivo per sostenere le attività degli operatori di Polizia, in prima linea al pari di tante altre categorie per assicurare il quotidiano vivere civile.

Facciamo infine appello a tutti i soggetti interessati, rappresentanti istituzionali, enti e aziende private, ognuno per la parte utile, affinché tutti assieme si possa sostenere ed aiutare in ogni modo le attività degli operatori più esposti al rischio contagio. Senza dimenticare che ognuno di noi deve fare il proprio dovere, ma è necessario riempire ogni termine e ogni semplicistica classificazione: dietro a tutto ci stanno uomini, famiglie, affetti … e determinazione a fare il proprio dovere”.

Immagine di repertorio.

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