Non era difficile prevedere che il ministero dell’Ambiente avrebbe bocciato il Piano rifiuti della Regione Sicilia, che non prevede alcuna soluzione concreta per l’ smaltimento della massa e della differenziata. Con un documento di 40 pagine lo smonta pezzo per pezzo definendolo incongruente, privo di dati e in alcuni casi anche sgrammaticato. Innanzitutto per il ministero mancano «le informazioni e le analisi tecniche fondamentali per valutare la sostenibilità del piano». E, ancora, «le conclusioni non sono mai supportate da analisi tecniche e la maggior parte dei contenuti riportati risultano inutili a tale scopo». Ma soprattutto il ministero contesta la mancata chiarezza su come la Regione vuole chiudere il ciclo dei rifiuti: «A livello programmatico importanti decisioni sono rimandate a future valutazioni e non si comprende quale sia il percorso per raggiungere alti livelli di raccolta differenziata», si legge nel testo. Con una precisazione che lo stesso ministro Sergio Costa (nella foto) ha voluto dettare:  «Ho dato mandato immediato al capo di gabinetto e al segretario generale di aprire un’istruttoria amministrativa interna per conoscere chi abbia violato la mia direttiva politica. Mai e poi mai avrei proposto quanto letto nelle deduzioni nell’ambito della Vas del piano regionale rifiuti. Risulta evidente che – anche nell’ottica di perseguire il più possibile l’obiettivo della risalita nella gerarchia dei rifiuti – la rivalutazione del fabbisogno di incenerimento potrà essere effettuata solo a seguito della prefigurazione, nel piano di gestione dei rifiuti della Regione siciliana, delle politiche di prevenzione della formazione dei rifiuti, di incremento della raccolta differenziata, nonché della esaustiva individuazione dei flussi». Ma il ministro è netto: «Mai e poi mai da questo ministero ci sarà un via libera a nuovi inceneritori».costa

L’assessore regionale all’Energia e servizi di pubblica utilità, Alberto Pierobon, commentando le osservazioni del ministero dell’Ambiente sul piano rifiuti, ha cercato di minimizzare: “Le osservazioni del ministero rientrano nel normale iter di approvazione del piano rifiuti. Non c’è nulla di eccezionale, anzi ben vengano. Il piano va integrato col contributo di tutti per avere il miglior risultato possibile. Alcune critiche sono costruttive, altre le valuteremo, ma c’è talmente tanto da fare che ogni aiuto è sempre utile”. All’interno dell’iter per l’approvazione del piano è previsto il rilascio della Vas, la valutazione ambientale strategica, da parte dell’assessorato all’Ambiente. La procedura dà 60 giorni di tempo ai soggetti interessati e competenti in materia ambientale come sindaci, associazioni, lo stesso ministero, per presentare delle osservazioni.

“È la prima volta che la Sicilia decide di dotarsi di un piano rifiuti – prosegue Pierobon – è un lavoro storico, un documento importante di pulizia e trasparenza che il governo sta portando avanti. Anche altre amministrazioni ritenute virtuose hanno ricevuto osservazioni anche più dure, eppure oggi le prendiamo a modello. Le osservazioni del ministero fanno parte del normale iter seguito per migliorare il piano. Si tratta di centinaia di pagine e allegati che vanno integrati con i suggerimenti di tutti, dei territori, delle opposizioni, dei sindaci. Non ci sarà alcun allungamento dei tempi, integreremo il piano e andremo avanti nell’interesse di tutti i siciliani”.

 

 

 

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