S’intitola “Retablo siciliano. Artisti siciliani del ‘900” la mostra che si può visitare fino all’8 ottobre a Casa Vaccarini, via Cola Pesce 34, in piena Civita, fra le vie Ventimiglia e Crispi.

La collettiva, curata da Aurelia Nicolosi, attraverso l’esposizione di oltre 50 opere di artisti siciliani, racconta la storia della cultura e della società dell’isola dal Novecento ai nostri giorni. Dall’astratto al figurativo, dalla tela al bronzo, dai colori della tavolozza alla fotografia analogica, le opere di Jean Calogero, Carmelo Comes, Giulio D’Anna, Salvatore Fiume, Giovanni Giordano, Emilio Greco, Piero Guccione, Renato Guttuso, Salvatore Incorpora, Emilio Isgrò, Mimì Lazzaro (nell’immagine), Giuseppe Leone, Elio Marchegiani, Giuseppe Migneco, Sebastiano Milluzzo, Fausto Pirandello, Elio Romano, Pippo Rizzo, Paolo Scirpa, Enzo Sellerio, Turi Simeti, Domenico Tudisco, offrono un omaggio alla città di Catania e al patrimonio culturale siciliano. L’inserimento della Casa Vaccarini all’interno di questo circuito ha lo scopo di valorizzare la figura di uno fra i maggiori architetti artefici della ricostruzione di Catania post terremoto e di valorizzare lo storico quartiere marittimo della Civita.

“Anche la Sicilia nel corso del Novecento ha dato i natali a personalità uniche nel loro genere, che hanno impreziosito il panorama italiano confermando l’isola come una grande fucina di artisti a livello internazionale” spiega la curatrice.

Pittori come Giulio D’Anna o Fausto Pirandello fin dall’inizio del secolo scorso hanno donato luce e notorietà a una regione che solo apparentemente sembrava lontana dai circuiti internazionali.

Renato Guttuso (1912/87) fu un pittore neorealista che affermò a Milano la sua posizione politica chiaramente   antifascista. Salvatore Incorpora racconta  le problematiche  sociali,  gli   uomini, attraverso una pittura filtrata da un profondo lirismo e da un’intima riflessione. Il pittore Fausto Pirandello (1889/1975), figlio del famoso scrittore, fu una delle principali personalità siciliane. Si orienta verso l’astratto e il figurativo entrando a far parte della scuola romana di Scipione e di Mafai, centrata soprattutto alle ricerche cromatiche e al rapporto dei valori di colore e  spazio. Lo scultore Emilio Greco (1915-97) ricerca l’armonia e l’equilibrio, ispirando i suoi disegni all’arte greca, etrusca, romana. Salvatore Fiume (1915/97), conosciuto anche come Giocondo, fu attivo attraverso vari media inclusa la pittura i film e la scultura. Paolo Scirpa (1934) è un artista che è sempre stato considerato una voce fuori dal coro per la sua ricerca non legata ad un preciso movimento artistico. Dagli anni 70 passa da una concezione bidimensionale dello spazio a una pluridimensionale, caratterizzata dalla luce e dagli specchi che dilatano i confini. Emilio Isgrò (1937) è uno dei più famosi artisti contemporanei italiani. Le sue cancellature sono diventate una firma importante a livello internazionale. Anche Elio Marchegiani appartiene per un certo periodo alle alla poesia visiva e al gruppo 70, maturando nel clima del New Dada e della pop art e ponendo un attenzione particolare alle opere di Duchamp, Balla e Fontana.

mostra

 

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