Verrà replicato alla “Sala Di Martino” (feriali ore 21 e domeniche alle 18) per l’intero mese di marzo (il 22, 23, 24, 29, 30 e 31), ingresso spettacoli euro 10, ridotto 8, “Il Processo” di Franz Kafka, adattamento e regia di Elio Gimbo, produzione Fabbricateatro. In scena Antonio Caruso, Cinzia Caminiti, Alessandro Chiaramonte, Daniele Scalia, Barbara Cracchiolo, Gianluca Barbagallo, Alessandro Gambino e Babo Bepari. Scena di Bernardo Perrone, costumi e canti di Cinzia Caminiti, trovarobato Mario Alfino, luci Simone Raimondo, aiuto di sala Nicoletta Nicotra, auditore Salvo Foti.  Nell’immagine, Gianluca Barbagallo e Barbara Cracchiolo.

“Nel Processo – sottolinea il regista – la dimensione tragica di Josef K sta nel suo innocente rivolgersi a invisibili divinità mai sazie di sangue, a sua insaputa è prigioniero di una gabbia eretta da un misterioso padre-padrone precedente a lui, è un uomo che implora un cielo ormai vuoto, un Cristo a cui di divino è rimasta soltanto la croce; la dimensione tragica di Josef K è la medesima dei milioni di vittime dell’olocausto di turno, convinti alla fine di una propria effettiva colpevolezza. E’ una piccola verità su me stesso quella che sussurra alle mie orecchie questo spettacolo, un’antica medicina per le ferite che mi porto dentro: dalla parte delle vittime, sempre e comunque, se ci tieni a rimanere semplicemente uomo. Il male del mondo per Kafka si chiama Principio di autorità, e non c’è pensiero, credenza, condizione che possa credibilmente riscattarlo, perché esso fonda il proprio potere sulla capacità di erodere dall’interno la resistenza delle numerose vittime grazie al suo principale alleato, il senso di colpa”.

barbara

 

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