La via italiana per l’industria 4.0, fa un bilancio sul I semestre del 2018, raccontando lo stato di salute delle imprese made in Italy siciliane e del Mezzogiorno e il loro rapporto con la trasformazione digitale. Un processo di cambiamento che negli ultimi anni ha trasformato molto o abbastanza oltre 5 aziende su 10, in un panorama che a livello generale le vede digitalizzate ormai in buona parte (45,1%), interamente (39,2%) o anche solo in pochi nodi (11,8%). Il 77% degli imprenditori delle regioni prese in esame percepisce la propria azienda molto o abbastanza innovativa, mentre l’84,6% ritiene che tra i migliori strumenti di avvicinamento all’innovazione ci sia innanzitutto il trasferimento di conoscenza, seguito dalla consulenza mirata (53,8%), i workshop (48,1%), la tutorship universitaria (38,5%) e le comparazioni con aziende analoghe (23,1%). Il 96,2% ritiene di avere un livello di conoscenza medio-alto rispetto alle opportunità tecnologiche e digitali sul mercato, mentre il 66% prevede di investire fino al 20% del fatturato in ricerca e innovazione. Il 51% degli intervistati ha fiducia nel concetto di filiera e ha già puntato su queste collaborazioni per favorire lo sviluppo tecnologico della propria azienda, mentre il 29,1% sta prendendo in considerazione di farlo. “Anche le aziende del Mezzogiorno stanno reagendo positivamente e con determinazione, manifestando una buona propensione alla trasformazione digitale e tecnologica dei processi produttivi così come hanno dimostrato le aziende di tutti i distretti industriali sino ad oggi presi in esame”, dichiara Maruska Sabato, Project Manager di MECSPE (nella foto).Maruska

L’Osservatorio sulle Piccole e medie imprese della manifattura del Sud Italia e Isole presentato a Catania rileva segnali di miglioramento, in termini di fatturato ed export in crescita, ma anche di percezione positiva degli imprenditori, soddisfatti dell’andamento aziendale e della preparazione complessiva del personale.” “Dall’Osservatorio sui primi sei mesi del 2018 emerge che anche le aziende del Mezzogiorno hanno accettato la sfida della digitalizzazione e stanno investendo in innovazione degli impianti produttivi in ottica 4.0, qualificazione del personale e digitalizzazione di molti servizi – commenta Angelo Raciti, Professore Ingegnere dell’Università  – Negli ultimi anni la tecnologia ha infatti trasformato oltre il 50% delle aziende meridionali”.

E proprio in Sicilia, in linea con il piano di sviluppo nazionale delineato dal MISE e sviluppato da Confindustria, è stato costituito il DIGITAL INNOVATION HUB – DIH SICILIA, il cui compito è stimolare e promuovere la domanda di innovazione del sistema produttivo, sostenendo le imprese ad affrontare la trasformazione verso “INDUSTRIA 4.0”.

Confermate le intenzioni di investimento nelle nuove tecnologie abilitanti, già in largo uso nelle PMI della meccanica e della subfornitura del Sud Italia e Isole, che ad oggi hanno introdotto soluzioni in particolare per la sicurezza informatica (89,2%) e la connettività (79,7%), il cloud computing (67,1%), la robotica collaborativa (35,4%), la simulazione (31%), i big data (29,1%), la produzione additiva (28,5%) e l’Internet of Things (27,8%). La realtà aumentata è stata privilegiata dal 15,2%, i materiali intelligenti dal 15,2%, mentre le nanotecnologie dal 7%.

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