Un omaggio alla donna. A tutte le donne. Una dedica all’universo femminile indagata nella sua essenza più pura: la maternità. Entra in Cappella Bonajuto “Madre e figlio”, la scultura di Antonio Santacroce, maestro d’arte dalla grande forza espressiva, per occuparne il posto principale. Collocata al centro dell’abside della Cuba tardo bizantina, gioiello incastonato tra i palazzi barocchi del centro, l’opera del maestro Santacroce sarà esposta all’interno del bene culturale, per essere ammirata, studiata, analizzata in ogni suo aspetto. Ma soprattutto per celebrare le femminilità intesa come dono al mondo intero, scolpita dalle sapienti mani dello scultore catanese per raccontare l’amore universale. Lo sguardo tra madre e figlio è infatti pregno dell’essenza stessa dell’umanità, scambio di intese, promessa silenziosa di amore.

L’ha scelta per questo Salvatore Bonajuto per dare il via alla rassegna “La bellezza tra le pietre”, per arricchire la Cappella, confermandone la vocazione in spazio d’arte e di elaborazione artistica. L’ha voluta per la forte carica simbolica, oltre che per l’intensità dell’espressione artistica. Una decisione condivisa con il maestro Santacroce, entusiasta per la nuova vita della sua opera, custodita all’interno del Castello Ursino.

“Diamo a “Madre e figlio” un posto speciale – spiega Salvatore Bonajuto, mecenate e artista cui si deve la nuova vita della Cappella. Ho pensato di omaggiare il femminile, la donna e la madre – continua – destinando alla scultura il posto più importante della Cappella, centro non solo fisico ma simbolico”.

La scultura, che in realtà è la matrice in terracotta sul quale è stato realizzato il calco di gesso per la realizzazione dell’opera in bronzo, rappresenta l’avvio di un percorso di bellezza all’interno delle “pietre” grezze che compongono la Cuba tardo bizantina. L’opera, che sarà inaugurata il 5 gennaio, alle 18, resterà in Cappella fino a marzo. “Resterà qui per le festività agatine – commenta Bonajuto – omaggio ad Agata, alla sua forza e al suo martirio, che altro non è che la femminilità negata. Fino all’8 marzo, per celebrare la donna nella giornata a lei dedicata.

L’inaugurazione è inserita nella programmazione natalizia del Comune. Per il taglio del nastro, saranno presenti il sindaco, Salvo Pogliese e l’assessore alla Cultura, Barbara Mirabella e alcuni importanti rappresentanti di Compagnia delle opere. Inoltre, l’esperta d’arte e curatrice artistica dell’iniziativa, Marina Cafà, dialogherà con il maestro Santacroce, cercando di portare alla luce, in una sorta di operazione maieutica, l’anima profonda dello scultore, la tecnica utilizzata per la realizzazione dell’opera. Insomma, scandagliando i segreti alla base di un capolavoro come “Madre e figlio”.

“Già lo scorso ottobre – afferma Cafà – un angelo dalle morbide fattezze barocche, ha fatto capolino nella piccola via Bonajuto che costeggia l’antica Cappella del IX secolo, con il murales realizzato dal giovane street artist Luis Gomez che, con la sua intensa carica espressiva, ha voluto trasmetterci un messaggio. La collocazione all’interno della Cappella della scultura del Maestro Santacroce “Madre e Figlio”, rappresenta quindi, idealmente, il tassello successivo a quel messaggio”. In occasione dell’inaugurazione, il maestro allestitore Giuseppe Patanè, realizzare una “cona”, cornice fisica ed emozionale per valorizzare l’opera ed esaltarne il messaggio.

L’iniziativa è realizzata in collaborazione con l’Associazione regionale Guide Sicilia e con Cornici Manara.

 

Madre e figlio

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