“Trasumanar significar per verba / non si porìa…” . Queste parole del canto primo del Paradiso (vv. 70-71) accompagnano da un po’ di tempo le riflessioni sul teatro (quindi, sull’esistenza) che Salvo Nicotra conduce e che spesso hanno trovato e trovano la migliore delle sponde – umane ed attoriali – in Antonio Caruso. Leggere Attisani è stato il migliore, corroborante viatico che potesse trovare. Non facile ma pungolante quanto basta e in cui le parole di Dante ricorrono. Così, nel cammino – a lascia e prendi – che il direttore del Centro “Magma” ha da decenni con l’attore ed autore (oltreché didatta e perciò anche “teorico”, nel miglior senso) Caruso, è nata l’esigenza di “riproporre senza riproporre” (cioè, senza staticità) questa «lettura-performance» che è figlia di altra già vissuta qualche tempo addietro e che, forse, neanche stavolta sarà l’ultima. Così, per la stagione di prosa in corso, sabato 13 (ore 22) e domenica 14 aprile (18.30) sarà realizzata nella saletta di via Adua n. 3, una lettura-performance prodotta dal Centro catanese e intitolata “La Comedìa di Dante in voci e suoni (canti scelti dalla terra al cielo)”. Protagonisti saranno lo stesso Caruso, che cura anche il coordinamento registico, Donatella Marù, Giovanni Calabretta, e il chitarrista Salvatore Davide Pidone (nella foto) .

«Il fascino dei versi danteschi», secondo Antonio Caruso «sta più nelle cose non scritte che nello scritto… sta nelle ombre nascoste dietro, dentro e attorno alle parole».

Nella performance – sembrerà una contraddizione in termini – ci sarà spazio solo per semplici effetti speciali naturali, figli di voce e suono, di gesti lievi dichiarati e gesti pensati, corpi in movimento, buio, luce e ombre. E poi il verso dantesco che contiene già ogni ingrediente necessario. «Nel corso degli ultimi confronti con la scrittura dantesca (nel 2015, ad esempio, come quello al “Teatro di Paglia” presso la biblioteca comunale Vincenzo Bellini di Catania)» Caruso afferma che «il tentativo fu proprio quello di considerare i versi come un codice per raggiungere un “silenzio interpretativo” dentro il quale sentire gli “altri”, entrare in connessione con il “tutto”».

Il biglietto d’ingresso è di 5 euro; per informazioni e prenotazioni: 3475768457 e 3333337848;mail@centromagma.it o pagina Fb “Sala Magma”.

dantesca

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