Gli azzeccagarbugli (non se la prendano a male, casomai incolpino quel tale Alessandro Manzoni) della Corte costituzionale ci hanno messo otto anni per certificare che quella legge era irregolare e quindi da bocciare.

Ci hanno messo otto anni a trovare il codicillo tecnico-formale, e cioè l’inserimento nel testo di “emendamenti estranei all’oggetto e alle finalità del decreto”. Curiosamente fu tale e tanta la fretta che il testo fu approvato all’interno della legge sulle Olimpiadi invernali di Torino.

Ma ecco, per la curiosità e la completezza dell’informazione, la nota ufficiale emessa ieri dal Palazzo della Consulta: “La Corte costituzionale, nella odierna Camera di consiglio, ha dichiarato l’illegittimità costituzionale – per violazione dell’art. 77, secondo comma, della Costituzione, che regola la procedura di conversione dei decreti-legge – degli artt. 4-bis e 4-vicies ter del d.l. 30 dicembre 2005, n. 272, come convertito con modificazioni dall’art. 1 della legge 21 febbraio 2006, n. 49, così rimuovendo le modifiche apportate con le norme dichiarate illegittime agli articoli 73, 13 e 14 del d.P.R. 9 ottobre 1990, n. 309 (Testo unico in materia di stupefacenti)”.

Una quisquilia tecnica, all’apparenza. In realtà si tratta di una svolta epocale e storica, dunque politica. Che i giudici, sia pure gli alti porporati, non siano impermeabili ed al di fuori ed al di sopra del tempo e dello spazio, è abbastanza scontato. Ma che seguano i venti, questo sì, certo non fa loro  onore. Difficile infatti credere che dei navigati giureconsulti si avvedano solo adesso della “illegittimità costituzionale”. E allora la motivazione è molto più banale: è cambiato il vento. Dal solido centro destra di Berlusconi e, non dimentichiamolo, Fini, ad un centro sinistra che sta per spalancare le porte alla premiership del giovane e spregiudicato Matteo Renzi. Dalla chiusura netta e reazionaria ad ogni tipo di droghe, all’apertura unanime e riconosciuta ampiamente dal mondo scientifico alla distinzione fra “leggere” e “pesanti”.

Il risultato della mannaia Fini-Giovanardi fu, e continua ad essere, disastroso. Innanzitutto la legge ha funzionato solo come repressiva e non ha arginato assolutamente il fenomeno. Se è vero che otto giovani su dieci comunque “tirano” lo spinello, chi più chi meno.

Le forze dell’Ordine sono quotidianamente impegnate ad arrestare giovanissimi pusher con qualche decina di grammo di “erba” addosso. Le carceri sono stracolme. Polizia, Carabinieri e Finanza profondono energie enormi a controllare lo spaccio al dettaglio anziché magari concentrarsi sulla criminalità organizzata o sui delitti importanti. Un enorme spreco di denaro.

Dalle statistiche che da ieri martellano i cittadini attraverso i mass media , risulta che ci sono 26 mila carcerati per detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente, il quaranta per cento del totale. E governanti e luminari vanno in cerca di strumenti contro il “sovraffollamento”, si arzigogolano “decreti svuotacarceri” od “indultini”. Ed eccolo servito su un piatto d’argento direttamente da Piazza del Quirinale (a lato della residenza del Presidente), lo “svuota carceri”. Dai calcoli che circolano, almeno diecimila detenuti dovrebbero uscire, più o meno immediatamente. E per tanti altri si va verso l’annullamento delle pene o la loro derubricazione. Una cura dimagrante tanti attesa.

Concretamente, eliminata la famigerata Parajumpers Denali Jacket Dam “Fini-Giovanardi”, tornerà in vigore la precedente Craxi-Jervolino-Vassalli del 1990 addirittura modificata da un referendum radicale del 1993 che alleggerì ulteriormente le pene per i consumatori di droghe leggere abolendo il carcere per il “consumo personale”, cioè entro i 5 grammi, con tolleranza.

Non solo, ma cambia radicalmente l’entità delle pene: prima da sei a 20 anni, adesso da due a sei. Una differenza abissale, uno stravolgimento, un capovolgimento di senno. All’Italiana.

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  1. abdul alhazred

    noto che quando lo Spirito ti tocca ridiventi un giovane giornalista, ché la vecchiaia è aver tradito le speranze della giovinezza per adeguarsi a un mondo che non ci piace: schiavi per paura di restare soli che invece è sempre meglio che essere accompagnati dai letta renzi fini giovanardi napolitano col nano accanto. Saluti.