Proseguiranno i lavori di scavo e valorizzazione nella villa romana di Castellito a Ramacca. Lo ha annunciato il presidente della Regione Nello Musumeci nel corso della sua visita istituzionale nel Comune etneo. Qui il governatore ha incontrato il sindaco Giuseppe Limoli, i componenti della giunta municipale e il presidente del Consiglio comunale. Successivamente, il presidente (nell’immagine con i giovani volontari del servizio civile), accompagnato dal sindaco e dal soprintendente ai Beni culturali, Rosalba Panvini, insieme al direttore dei lavori Maria Teresa Magro e al dirigente della sezione Beni archeologici etnea, si è recato nell’area archeologica. La Regione stanzierà nuove risorse per la prosecuzione degli scavi e contestualmente verrà predisposta la copertura del sito e la sorveglianza. L’area archeologica interessata comprende una Domus romana del II secolo dopo Cristo, con strutture precedenti di età ellenistica e protoimperiale. Dopo anni di abbandono che hanno portato a furti, nel maggio scorso è stata avviata una perizia di scavo, un primo restauro dei mosaici e la recinzione dell’intero sito. Si tratta di interventi già predisposti nel 2018 dal governo Musumeci, nell’ambito della ripresa della campagna di scavi in tutto il territorio regionale. Il nuovo finanziamento punta a mettere in luce almeno la metà dell’estensione della villa.
«La ripresa dei lavori – ha commentato il presidente – è una tappa fondamentale per restituire al più presto un importante sito archeologico alla fruizione pubblica e inserirlo in un itinerario turistico culturale per la valorizzazione della zona La Domus di Ramacca è una testimonianza preziosa. Ancora una volta il territorio della nostra Isola ci dice che il nostro futuro sta nella valorizzazione del nostro passato».
Prima dell’ultimo intervento predisposto dalla Regione erano stati “indagati” dagli archeologi soltanto due ambienti. Nel primo vano era stato accertato che la decorazione musiva è di tipo geometrico con un motivi a quadrato, dai cui vertici si diparte una decorazione a ricciolo alle estremità, alternata a un rosone circolare con cornice a treccia, ottenuti con tessere di colore verde, rosso e nero su un fondo a tessere bianche. Il secondo vano presenta, invece, un pavimentato con decorazione a mosaico policromo di tipo geometrico, con il motivo del medaglione a treccia alternato a quello del nodo di Salomone.
I lavori hanno permesso di recintare l’area demaniale, di effettuare il restauro dei pavimenti musivi e di mettere in luce nuovi ambienti. La villa era stata già individuata negli anni Settanta. Attraverso l’ultimo intervento è stato possibile mettere in luce, oltre gli ambienti già noti, altre strutture probabilmente pertinenti a un piccolo impianto termale. A conclusione del lavori il sito verrà consegnato al Parco archeologico di Catania e delle Aci.
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