Espressione di punta della scena contemporanea italiana e tra le compagnie più richieste nel mercato internazionale, “Spellbound Contemporary Ballet” arriva a Catania dal 20 al 25 all’interno del cartellone di lirica e balletto del Teatro “Massimo Bellini”. Lo spettacolo “Rossini Ouvertures” andrà in scena per la prima volta accompagnato da orchestra con la partecipazione straordinaria di Martiniana Antonie (mezzo soprano) e Francesco Auriemma (baritono), cantanti solisti provenienti dall’Accademia “Alberto Zedda” del “Rossini Opera Festival”. Un passaggio importantissimo per questa fortunata creazione che viene così offerta al grande pubblico nella versione più completa possibile per rendere omaggio alle straordinarie musiche rossiniane.

“Rossini Ouvertures” (nella foto) celebra la figura artistica e umana di Gioachino Rossini di cui, nel 2018, ricorrono i 150 anni dalla morte. Al suo illustre concittadino, Pesaro, città della Musica, con il suo conservatorio e teatro storico, ha dedicato un ricchissimo calendario di attività artistiche, musicali e letterarie tese a onorare la vita e l’attività artistica del geniale compositore; tra queste si è inserito lo spettacolo creato da Mauro Astolfi a cui la città di Pesaro, insieme al Teatro, ha partecipato come co-produttore.ballet

Questa  creazione inaugura una nuova stagione di tournée non solo italiani ma anche internazionali (Houston 29/31 marzo) del “Ballet”.

In questo spettacolo Astolfi ha immaginato una grande parete, la parete dei ricordi di Rossini, dove nascondeva, archiviava il suo cibo, i suoi vini, la casa dove ospitare i suoi grandi amici e compositori, ma anche la gente comune con la quale amava scherzare, giocare e condividere tutti gli aspetti della sua vita… questa parete è immaginata come una proiezione della sua mente, piena di sportelli, di ripiani, di nascondigli, una parete che separava a livello immaginario un mondo dall’altro. In questo spazio si aggirava un inquilino, una figura antropomorfa, nera, una macchia che aveva assunto sembianze umane, che ormai comunicava con lui, che si insinuava nei suoi sogni, strisciava dentro il suo letto e poi spariva ma che era sempre lì, come a scandire il poco tempo, ma anche il lungo tempo passato a combattere contro disagi fisici e psichici di ogni tipo. Questa figura nera era la paura della morte, la sua malattia, ma forse anche il suo consigliere, paradossalmente in alcuni momenti l’unica certezza.

Nelle sue lunghissime notti, sempre più insonni, Rossini viveva ormai in due mondi, che a momenti si avvicinavano, quasi si toccavano, e solo la sua infinita capacità di creare, la sua passione per il godimento fisico, sensoriale, per la cucina, per il sesso, riuscivano momentaneamente ad anestetizzare quello che stava accadendo nel suo corpo e nella sua mente.

 

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