La produzione di “Salomè”, in cartellone fino al 28 maggio al Teatro “Massimo Bellini”, punta all’eccellenza con il nuovo allestimento firmato integralmente – regia, scene e costumi – da Pier Luigi Pizzi. Nella medesima ottica a concertare la partitura di Richard Strauss è stato chiamato un direttore del calibro di Günter Neuhold, alla testa dell’Orchestra.

In palcoscenico agisce un cast internazionale di specialisti che annovera il soprano Jolana Fogasova nel ruolo del titolo, il tenore Arnold Bezuyen (Erode), il baritono Sebastian Holecek (Jochanaan), il soprano Janice Baird (Erodiade), il tenore Karl Michael Heim (Narraboth). Sono previste 7 rappresentazioni.  Nelle repliche del 25 e 27 le parti di Salomè, Erode e Jochanaan saranno ricoperte rispettivamente da Cristina Baggio, Peter Svensson, Anton Keremidtchiev. Nei ruoli di fianco Iurie Ciobanu, Enzo Peroni, Aldo Orsolini, Andi Früh, Sonia Fortunato, Roman Polisadov, Giovanni Monti, Daniele Bartolini, Alessandro Busi. Regista collaboratore è Massimo Gasparon, cui si deve anche il progetto luci; i movimenti scenici sono di Federico Ruiz.

Pizzi, regista, scenografo e costumista tra i maggiori della nostra epoca, da oltre sessant’anni protagonista del panorama teatrale internazionale, affronta per la seconda volta, nel corso della sua carriera, la messinscena dell’atto unico di Richard Strauss, opera di particolare spessore drammaturgico vista la scelta del compositore di mettere in musica direttamente il testo di Oscar Wilde (nella traduzione tedesca di Hedwig Lachmann). Dal capolavoro del poeta e drammaturgo inglese sarebbe scaturito un altro capolavoro destinato ad innovare il teatro musicale postwagneriano e ad incontrare imperituro successo, nonostante lo scandalo suscitato fin dalla prima edizione, o forse proprio per questo, se si considera l’infallibile fiuto di Strauss nell’individuare i soggetti da portare sulla scena, come ebbe a rilevare Thomas Mann in un celebre passo del suo Doktor Faustus.

Una data da ricordare, quindi, il debutto avvenuto al “Konigliches Opernhaus” di Dresda il 9 dicembre del 1905. Oltre un secolo dopo, intatta è la forza del connubio tra la musica di Strauss e il dramma poetico di Wilde.

Lo spettacolo viene eseguito in lingua originale con sopratitoli in italiano e inglese. Info www.teatromassimobellini.it.

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