L’attuale condizione di degrado ed i continui atti vandalici rendono Largo Podgora un’occasione mancata per tutto il territorio. Una parte di Catania, tra il viale Africa e il Corso Italia, che deve subire sistematici attacchi da parte degli incivili che imbrattano muri e distruggono l’arredo urbano. Un problema che i commercianti ed i residenti della zona hanno sollevato più volte con il comitato “Terranostra” che, attraverso il suo componente Carmelo Sofia, chiede all’Amministrazione comunale un’opera urgente di manutenzione straordinaria. In particolare, all’interno delle fontane, vengono gettati mozziconi di sigarette, lattine, scatoloni e bottiglie di birra vuote: uno spettacolo penoso per vere e proprie pattumiere. Gli spazi verdi e i luoghi di socializzazione senza controlli diventano sistematicamente bersaglio dei vandali. “Perché allora non affidare Largo Podgora alle associazioni, alle parrocchie o agli scout del territorio per rivalutarla? Oggi è necessario attivare una serie di iniziative concordate dove, oltre alla partecipazione attiva dei cittadini, si possa collaborare con tutte quelle associazioni di ex agenti di polizia e carabinieri in pensione che diano un decisivo contributo in termini di sicurezza e pattugliamento dei punti di aggregazione”. Una cabina di regia che il comitato ha chiesto al Comune di applicare anche nel Parco degli Ulivi, nel parco Fenoglietti, nel parco Gioeni, nel parco Lizzio, in piazza del Carmelo e nel parco di via Gambetta. Luoghi dove le telecamere sono state distrutte con grosso dispendio di denaro pubblico. Uno scenario di abbandono che avviene pure all’interno di Largo Podogora dove oggi qualcuno, provocatoriamente, propone di farci un parcheggio per auto. podgora

Da parte sua, il comitato “Romolo Murri”, attraverso il suo presidente Vincenzo Parisi, solleva i casi del Pala Nesima e dell’ex scuola “Brancati”.  “Occorre capire quali sono le reali intenzioni che questa amministrazione ha nei confronti del PalaNesima e dell’ex scuola Brancati nel quartiere di Librino – si legge in una nota -. Esistono, allo stato attuale, piani di recupero o possibili progetti per accedere a fondi europei per restituire finalmente queste due strutture alla cittadinanza?” Sopralluoghi, sedute itineranti e conferenze dei servizi sono servizi ad appurare come il PalaNesima sia una cattedrale dello spreco in una città, che non può permettersi di gettare alle ortiche una risorsa così importante. “Ormai si è perfettamente compreso che Palazzo degli Elefanti non avrà mai le risorse necessarie per riqualificare completamente questo impianto visto che servono milioni di euro. L’unica strada percorribile, promossa tante volte dal presidente Parisi, è quella di utilizzare i fondi europei: costituire un pool di esperti del comune con tecnici e dirigenti che abbiamo l’incarico di individuare bandi di gara specifici, promossi da Bruxelles, e parteciparvi con tutta la documentazione annessa”

 

Leave a comment

L'indirizzo email non verrà pubblicato.