Finalmente approvata la manovra finanziaria dall’Assemblea regionale con 39 voti favorevoli, 15 contrari e un astenuto. Passa pure il bilancio con 40 voti favorevoli, 18 contrari e nessun astenuto.

Notevoli i tagli apportati dal Governo. Gli enti locali dovranno approntare entro 45 giorni dall’emanazione della legge, un piano di riordino dettagliato. Disposta anche la riduzione del dieci per cento alle indennità degli assessori tecnici e ridotti del trenta per cento gli uffici di diretta collaborazione degli assessori. Previste anche la soppressione dell’Agenzia regionale per l’impiego, la riduzione dei componenti degli uffici di diretta collaborazione del presidente della Regione e degli assessori regionali, ma solo a partire dalla prossima legislatura, il trasferimento al Corpo forestale delle competenze del Dipartimento Azienda Foreste. Varato l’aumento di 6 milioni del fondo per i ticket sanitari per il 2012i.

Fra i punti più  discussi, quello che riguarda l’Ato rifiuti. Un maxiemendamento introduce nuove disposizioni per il recupero delle anticipazioni ai comuni per la copertura dei debiti pari a 1 miliardo, Via libera alle norme in materia di edilizia agevolata e convenzionata, autorizzazione agli enti locali di assumere, senza oneri per la Regione, a tempo indeterminato i 22 mila precari “previo superamento di un concorso pubblico per titoli ed esami”, via libera pure alle gare per l’assegnazione a privati dei servizi di ristoro nei parchi e nelle riserve. Bocciato invece il Comitato regionale per la tutela dell’ambiente.

Provvedimenti per la “salvaguardia della produzione agricola siciliana” attraverso la sorveglianza dei prezzi, la creazione di aree dedicate alla vendita dei prodotti locali. Via libera al fondo immobiliare di 800 milioni di euro a garanzia dei micro-progetti di fotovoltaico.

Dal canto suo, il presidente Nello Musumeci ha voluto sottolineare alcuni aspetti: “Nuovi fondi per gli asili nido dei comuni siciliani. Il governo regionale mette a disposizione diciassette milioni di euro – risorse del Fondo per lo Sviluppo e la Coesione 2007/2013 – per venire incontro alle esigenze del territorio. Interveniamo per sostenere i bisogni e le esigenze degli enti locali finanziando opere infrastrutturali e servizi qualificati dedicati alla fascia di popolazione che va da zero a tre anni, nel pieno rispetto degli standard di riferimento e organizzativi, e a beneficio delle famiglie siciliane, nella piena consapevolezza di un dato negativo come quello del numero insufficiente di servizi in questo settore e del tasso di natalità nell’Isola che è in netto calo.

Potranno accedere al bando i Comuni, le associazioni, i consorzi e le unioni, con progetti da presentare entro il 21 marzo e che riguardino l’adeguamento di immobili pubblici esistenti ma anche l’acquisto di forniture e arredi, la realizzazione di nuove costruzioni, l’erogazione di servizi di nido per l’infanzia, lavori di adeguamento a norme di sicurezza, risparmio energetico e migliore accessibilità. Il contributo finanziario, come precisato nel bando pubblicato dal dipartimento della Famiglia e delle Politiche sociali, copre fino al 100% delle spese ammissibili fino a un importo massimo di 500 mila euro e non è cumulabile con altri finanziamenti pubblici”.

Nella foto il presidente a Catania per la festa di Sant’Agata assieme alle guardie del corpo forestale della Regione alla fine della messa solenne.

Fortemente critico il deputato del “Movimento Centopassi”, Claudio Fava: “Se davanti al “Parlamento più antico del mondo” non si raccolgonocomitive di turisti ma centinaia di lavoratori precari e arrabbiati una ragione c’è; e di ciò il governo Musumeci dovrebbe assumersi la responsabilità.
Sono i primi effetti del bilancio da lacrime e sangue approvato dall’Ars: oggi sono scesi in piazza i lavoratori dell’ESA, del comparto forestale e dei consorzi di bonifica, domani probabilmente toccherà ai dipendenti delle aziende di trasporto pubbliche colpite da un taglio del 30%, dalle associazioni delle famiglie dei disabili,
dalle comunità alloggio e così via. Dopo quindici mesi di governo, scaricare tutto sulle spalle delle vecchie amministrazioni e dei debiti pregressi è un alibi a cui non credono più nemmeno i bambini”.

forestali

Leave a comment

L'indirizzo email non verrà pubblicato.