Gabriele Lavia(nella foto)  si cimenta con “I Giganti della montagna” , l’ultimo dei miti teatrali cui Pirandello attese nella fase finale della sua produzione. Il primo atto, con il titolo “I fantasmi”, venne pubblicato nel ’31 su “Nuova Antologia”, il secondo atto nel ’34 sulla rivista “Quadrante”. Ma non riuscì tuttavia a scrivere per esteso il terzo atto, tracciato schematicamente dal figlio Stefano, su indicazione del padre sul letto di morte. La prima rappresentazione ebbe luogo postuma nel giugno del ’37 nel giardino di Boboli a Firenze.
Una compagnia di attori, guidata dalla contessa Ilse, respinta dai teatri, non riesce a mettere in scena “La favola del figlio cambiato”. Approda dunque alla villa degli Scalognati, in cui avvengono singolari prodigi, sotto la regia di Cotrone, una specie di mago, che sostiene che tutto può avverarsi in quella sede, se sorretti dalla forza di un’innocente convinzione: «Avviene ciò che di solito nel sogno. Io lo faccio avvenire anche nella veglia. Tutto l’infinito che è negli uomini, lei lo troverà dentro e intorno a questa villa». Cotrone invita insomma Ilse a rimanere lì, protetta nella dimora incantata, e a recitare per gli Scalognati, immersi nel loro mondo di fantasia, ma la Contessa vuole affrontare un pubblico vero ed è pronta ad assumersene il rischio. Cotrone le propone allora di esibirsi davanti ai giganti della montagna, potenti signori che attendono ad opere grandiose. Ma costoro respingono l’arte, immersi come sono nella materialità, possono solo predisporre che la recita avvenga per il popolo, anzi per i loro servi, avvezzi alla volgarità e non certo disposti ad uno spettacolo tanto raffinato. L’epilogo è tragico, a sancire la morte della poesia e dell’arte nella moderna società industriale. Sappiamo che Pirandello morì la notte prima di scrivere l’ultimo atto, di cui aveva raccontato la “scaletta” al figlio, che fedelmente ne riportò, a memoria, il contenuto. Ma nessuno può essere certo che Pirandello avrebbe poi scritto il terzo atto come lo raccontò al figlio.lavia

di Luigi Pirandello
regia Gabriele Lavia
con Gabriele Lavia
Produzione Fondazione Teatro della Toscana, Teatro Stabile di Torino, Teatro Biondo di Palermo

Lo spettacolo verrà rappresentato al Teatro “Massimo Bellini”.

Calendario rappresentazioni

sabato 8 febbraio 2020, ORE 20,45
domenica 09 febbraio 2020, ORE 17,30
lunedì 10 febbraio 2020, ORE 17,30
martedì 11 febbraio 2020, ORE 20,45
mercoledì 12 febbraio 2020, ORE 17,30

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