Dire “no” all’omertà è il miglior modo per opporsi alla mafia. Concetto sottolineato più volte nel corso dell’incontro “Valori della legalità e misure di contrasto alla criminalità organizzata”, tenutosi all’Istituto di Istruzione Superiore “Carlo Gemmellaro” (nelle foto) per iniziativa dell’Associazione nazionale antimafia “Alfredo Agosta” e moderato dal dirigente scolastico Concetta Valeria Aranzulla. A dialogare con i ragazzi il presidente della Corte d’Assise, Sebastiano Mignemi insieme alla presidente dell’associazione Enza Bifera e Giuseppe Agosta, figlio del maresciallo ucciso dalla mafia nel 1982.mignemi2

Tema, quello delle associazioni a delinquere e di stampo mafioso, sul quale Vincenza Bifera si è soffermata moltissimo negli incontri con le scuole perché i giovani imparino la cultura del rispetto e non seguano strade devianti. Attenti e interessati gli studenti, che ai relatori hanno posto domande sui metodi con cui poter sconfiggere le associazioni criminose.

“Tra gli obiettivi dell’associazione vi è quello di avvicinare i giovani ai valori istituzionali e dello Stato”, ha commentato Bifera. “Lo facciamo attraverso figure come i magistrati che possano spiegare agli studenti l’impegno delle Istituzioni sul nostro territorio al fine di sconfiggere la criminalità organizzata”.

Nozione, quella di legalità, che comprende al suo interno il rispetto delle regole, dei doveri di alunno e l’osservanza del Codice della Strada. Insegnamento che ha voluto dare il presidente Mignemi, che ha parlato anche di violenza di genere, da combattere con la denuncia e la testimonianza.”Il dialogo con i ragazzi – ha dichiarato Mignemi – è un mezzo per far capire loro il disvalore sociale, umano, etico dei comportamenti di violenza, vessazione e sopruso della criminalità organizzata. Il loro sviluppo e la loro crescita umana e professionale deve essere lontana da questo tipo di ambiente”.

A raccontare la storia del maresciallo dei carabinieri Alfredo Agosta, il figlio Giuseppe. “Mio padre voleva solo fare il suo lavoro- ha detto – per me è stato un eroe. Mi ha insegnato la lealtà”.

 L’incontro ha concluso gli appuntamenti all’Istituto “Gemmellaro” che hanno avuto inizio lo scorso 21 febbraio con il dibattito sul contrasto della violenza di genere, cui hanno preso parte oltre alla presidente Bifera ed alla preside Aranzulla il procuratore della Repubblica, Anna Trinchillo, e l’avvocatessa Mariolina Malgioglio.

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