Prima di Orson Welles e del suo “Quarto potere” c’era lui: Octave Mirbeau. Antesignano dei vari Bertold Brecht, Marcel Aymé, Harold

El usar de moda

Pinter ed Eugène Ionesco, con i suoi atti unici di “Farse e moralità” mette in evidenza contraddizioni, ipocrisie, violenze, convenzioni dell’ordine sociale precostituito. Il testo prescelto che torna in scena alla Sala Magma di Via Adua sabato 27 alle 21 e domenica 28 alle 18.30 è “Intervista”: una vertiginosa cronaca di come gli “interessi” commerciali dell’editoria, la smania di protagonismo e l’esercizio, anche spicciolo e gratuito, del “quarto potere” influenzi la stampa, a cavallo fra XIX e XX secolo come ancora oggi. In scena Liliana Scalia, il giovane Jacopo Raniolo, e il veterano Enrico Pappalardo.

Ad ideale completamento, ecco a seguire “Il processo a Mao Tse Tung”, opera di un altro esponente di quel pensiero “avanti” che si fa azione: Nino Greco, docente universitario etneo. Per parlare del comunismo cinese, ecco la narrazione di ciò che è accaduto…dopo il trapasso di Mao. E più precisamente, della “strana lotta” accesa si tra il Padreterno e il Diavolo, decisi a litigarsi l’anima del “Quattro volte grande”. Per farlo, ecco in scena Letizia Tatiana Di Mauro ed Alfio Guzzetta (nella foto), che cura anche la regia di entrambi i lavori. In più la partecipazione, in veste di cantastorie, di Luigi Favara, già recentemente visto alla Sala Magma ed al lavoro con “Ricordo di un campesiño”, in programma dal 5 marzo sempre in via Adua.

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