Era il 1788 quando l’Università di Catania istituì la prima cattedra di Botanica, affidandola a Matteo Di Pasquale. Non disponendo di un orto accademico, Di Pasquale e il successore Ferdinando Cosentini, utilizzavano, per le dimostrazioni pratiche a sostegno delle lezioni, un piccolo orto privato. Fu nel 1847 che il monaco benedettino Francesco Tornabene Roccaforte ottenne un terreno da destinare a tale scopo, che fu ufficialmente inaugurato nel 1858. Nasce così l’Orto Botanico, che festeggia i suoi 160 anni dalla fondazione.

Per festeggiare questo speciale “compleanno” si è svolto, nella sede dell’Orto (nella foto) , un incontro celebrativo per rinnovare e rilanciare il valore culturale e sociale di un ‘museo vivente’ che, da lungo tempo, si propone come sede di ricerca e di diffusione delle conoscenze naturalistiche. Dopo l’indirizzo di saluto del sindaco  Pogliese, del vicario episcopale per la Cultura Gaetano Zito e del direttore del dipartimento di Scienze biologiche, geologiche e ambientali (struttura al quale afferisce il giardino) Carmelo Monaco, sono intervenuti il responsabile scientifico dell’Orto, Gianpietro Giusso del Galdo, la delegata del rettore al Sistema Museale d’Ateneo Germana Barone, il presidente dell’Accademia Gioenia di Scienze naturali Mario Alberghina e il responsabile del Gruppo Orti Botanici (Società Botanica Italiana) Francesco Raimondo.

“Secondo una recente ricerca della Cambridge University – ha affermato Del Galdo – il 63% dei fruitori degli orti botanici nel mondo li visita per motivi puramente estetici e per trascorrere qualche ora di relax, per respirare aria pulita. In questo senso, la nostra attività non si limita allo studio delle piante e alla ricerca, ma è finalizzata a far conoscere l’Orto a cittadini e turisti, anche attraverso l’organizzazione di eventi e iniziative culturali non prettamente botanici”. “L’Orto rappresenta un gioiello della nostra città è uno dei fiori all’occhiello della nostro sistema musicale – ha evidenziato la Barone -. L’Ateneo supporterà con tutte le sue forze il suo mantenimento e il suo sviluppo. Si tratta di un luogo storico e di eccellenza per le attività di didattica e di ricerca che si svolgono al suo interno”.

Sono seguite le relazioni dei docenti Francesco Furnari “160 anni di vita scientifica dell’Orto Botanico di Catania” e Pietro Pavone “Collezioni antiche e recenti acquisizioni dell’Orto Botanico di Catania”. A conclusione della giornata si è tenuta la cerimonia di intitolazione dell’Aula Emiciclo al celebre botanico Valerio Giacomini, e la visita al giardino botanico universitario.

Attualmente l’Orto Botanico catanese, con ingresso da Via Etnea alta,  si estende su una superficie di circa 16 mila mq su suoli in parte di origine vulcanica (lave di epoca romana) e in parte alluvionali. L’area è suddivisa in Hortus Generalis (13.000 mq),  che raccoglie soprattutto piante esotiche, e Hortus Siculus (3000 mq), destinato alla coltivazione di specie spontanee siciliane. Il generalis contiene tra l’altro la grande serra (Tepidario).

L’Hortus Siculus costituisce un settore peculiare. Ha una collezione di piante spontanee dell’isola. Nei suoi ambienti, insieme a piante comuni e diffuse si trovano specie quanto mai rare in Sicilia.

La più ricca delle collezioni dell’Orto Botanico di Catania è la collezione delle piante succulente, che raccoglie circa 2.000 specie, prevalentemente Cactacee, Euforbiacee, Aizoacee che , rappresentano una delle attrattive di maggior pregio sia dal punto di vista didattico che ornamentale. Di notevole interesse anche la collezione delle palme.

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