Nonostante la bocciatura della mozione di sfiducia, Forza Italia non ci sta e insiste: “Con soli 44 voti a favore su 90, Rosario Crocetta non ha i numeri per governare la Sicilia. I risultati del voto sulla mozione di sfiducia sono inequivocabili, e confermano come il Crocetta Ter non sarà in grado di dare alcuna risposta ai siciliani. L’esecutivo, in assenza della maggioranza assoluta, non riuscirà a fare approvare all’Aula la legge di stabilità regionale, così come non potrà far passare il piano di rientro del disavanzo. Risultato, ancora assoluto immobilismo. Conseguenza, ulteriore impoverimento della nostra terra”. E’ quanto sostiene il senatore Vincenzo Gibiino, membro del Comitato di Presidenza di Forza Italia e coordinatore azzurro in Siciliagibiinoagrigento.
“La maggioranza si è dissolta nel nulla – prosegue il coordinatore –. Molti esponenti delle forze politiche che in questi giorni hanno rinnovato il proprio sostegno a Rosario Crocetta, hanno disertato l’aula, manifestando una volontà precisa, quella di restituire subito la parola agli elettori. La Sicilia, ad ogni giorno più povera e disperata, ha bisogno di un governo capace di programmare il futuro, affrontando i mali che affliggono l’economia regionale. Quanto andato in scena oggi all’Ars, è specchio di una regione che arretra inesorabilmente. Forza Italia è pronta a condurre l’Isola lungo la strada del cambiamento”.
Per il vicecapogruppo all’Ars, Vincenzo Figuccia, “nel the day after  il bilancio risulta davvero drammatico. E’ evidente che il Presidente Crocetta è stato salvato solo da meri interessi personali.  Si tratta- continua Figuccia-di una maggioranza raccogliticcia costituita dai fuoriusciti,  uniti da un triste denominatore comune: le singole poltrone. Quello stesso Pd- continua Figuccia- che da mesi attacca Crocetta, ieri ha avuto la capacità di arrivare in aula, offendendo con il suo atteggiamento l’intelligenza del popolo siciliano pur di continuare ad alimentare un governo, ridotto ai minimi termini. Basti pensare- conclude Figuccia- che anche dal punto di vista numerico i deputati che hanno concretamente espresso il proprio voto negativo alla sfiducia sono stati solo 43”.

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