Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella sarà presente alla serata inaugurale della stagione lirica del Teatro “Massimo Bellini” fissata per martedì 16 gennaio alle 20.30. L’opera prescelta è “La rondine” di Giacomo Puccini, capolavoro della piena maturità del genio lucchese. E non è un volo effimero, ma un’autentica  renaissance quella che sta riportando in auge quest’opera per molti aspetti innovativa, anche sulla scorta delle celebrazioni per il centenario della prima rappresentazione, avvenuta il 27 marzo del 1917 all’Opéra di Monte-Carlo.

In questa rivalutazione s’inserisce il Teatro Massimo, che apre la stagione lirica 2018 con una nuova produzione che vede Gianluigi Gelmetti nella doppia veste di direttore e regista. La presenza di una star mondiale qual è il soprano Patrizia Ciofi e di un tenore di chiara fama come Giuseppe Filianoti contribuisce ad accendere ulteriormente l’interesse per un titolo che mancava dal palcoscenico etneo dal 1991 (e anche in quel caso aveva inaugurato il cartellone con un allestimento doc, proveniente proprio dall’Opéra monegasca, con scene e costumi firmate dallo stilista tedesco Karl Lagerfeld).

Il sipario si aprirà dunque su un’edizione lungamente meditata da Gianluigi Gelmetti, da qualche mese direttore principale ospite del teatro, tra i primi e più ferventi difensori di questa raffinata commedia lirica in tre atti – su libretto di Giuseppe Adami – che definisce come «l’opera più inquieta, ambigua, attuale e drammaturgicamente più avanzata di Puccini». L’allestimento si gioverà del magistero scenografico di Pasquale Grossi, che la riporta com’era e dov’era, a Parigi negli anni in cui Puccini la compose, in un fitto gioco di rimandi all’arte figurativa e alle decorazioni d’epoca, mentre la Grande Guerra spegne gli ultimi splendori dell’Art Nouveau.ciofi

Nel ruolo di Magda – che il direttore e regista inscrive a pieno titolo nella galleria delle declinazioni femminili pucciniane, «personaggio enigmatico, sensibile, egoista e altruista, affascinante, sognatrice, pragmatica e realista, dolce, materna» – debutta Patrizia Ciofi (nella foto) , raffinata belcantista, reduce dal recente successo nel ruolo ‘enciclopedico’ di Norma al Théâtre Royal di Liegi, qui per la prima volta. Pure per il tenore Giuseppe Filianoti sarà la prima volta nella sala del Sada, dove riproporrà il ruolo di Ruggero, già impersonato allo Châtelet di Parigi e al Metropolitan di New York, al fianco di Angela Gheorghiu. Nei ruoli principali si segnalano ancora il soprano Angela Nisi (Lisette), il tenore Andrea Giovannini (Prunier) e il baritono Marco Maracchioni (Rambaldo). Nelle parti di fianco Ivanna Speranza (Yvette) , Katarzyna Medlarska (Bianca), Pilar Tejero (Suzy /un cantore), Jesus Piñeiro (Gobin), Giuseppe Toia (Périchaud), Salvo Di Salvo (Crébillon / Un maggiordomo).

Sono previste sette rappresentazioni con il seguente calendario: Martedì 16 gennaio ore 20,30 (Turno A), Giovedì 18 ore 17,30 (Turno R), Venerdì 19 ore 20,30 (Turno B), Sabato 20 ore 17,30 (Turno S1), Domenica 21 ore 17,30 (Turno D), Martedì 23 gennaio ore 17,30 (Turno S2), Mercoledì 24 2018 ore 17,30 (Turno C). Il direttore d’orchestra Leonardo Catalanotto salirà sul podio al posto di Gelmetti nelle recite del 19, 20, 23, 24 gennaio; in quelle del 18, 20 e 23 gennaio subentreranno Cristiana Oliveira (Magda), Danilo Formaggia (Ruggero), Ivanna Speranza (Lisette), Francesco Castoro (Prunier), Sofia Folli (Yvette).

A Catania sarà eseguita l’edizione originale del 1917, quella in cui meglio, sottolinea Gelmetti, si evidenza tutta la modernità della protagonista, consapevole della propria difficoltà di amare, nella misura in cui prevale in lei la determinazione alla realizzazione personale. Così l’ex grisette Magda, ora mantenuta d’alto bordo del ricco e affezionato Rambaldo, crede per un attimo di aspirare nuovamente ad un legame sentimentale e romantico. Il sogno sembra avverarsi quando incontra Ruggero e va a vivere con lui. Ma non appena questi le prospetta un matrimonio e la tranquilla vita di provincia, la giovane comprende di non potere rinunciare al bel mondo parigino di cui fa ormai parte e spicca il volo dal nido d’amore per essere padrona del proprio destino.

 

 

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