E intanto, fra una polemica e l’altra,  i migranti arrivano a Catania. E’ approdata al Molo di Mezzogiorno del Porto poco dopo le 7 di mattina la nave “Diciotti” della Guardia Costiera con a bordo 937 migranti recuperati nei giorni scorsi al largo della Libia in ben sette operazioni di salvataggio. Tra loro anche due cadaveri.

I due cadaveri sono di una giovane donna e di un giovane uomo. Le salme sono state portate nell’obitorio dell’ospedale “Cannizzaro” a disposizione del medico legale. Secondo i primi rilievi sembra esclusa la morte violenta. La Procura ha aperto un’inchiesta delegando le indagini alla Squadra mobile come sempre in questi casi. Ed anche per dare la caccia agli scafisti.

Tra gli imbarcati, quattro donne incinte e un minorenne, che dopo un primo trasbordo a Lampedusa, sono stati già trasferiti con l’eliambulanza negli ospedali siciliani di Agrigento e Palermo a causa delle loro precarie condizione di salute.

Anche il sindaco uscente Enzo Bianco si è recato sulla banchina: “Un’emozione molto forte – ha dichiarato – vedere queste persone stremate dal caldo, dal mare agitato e alcuni da condizioni di salute delicate. Tutte assistite come al solito con una straordinaria umanità a partire dall’equipaggio della nave Diciotti, dalla Croce Rossa, dalle Forze di Polizia, dal personale comunale che collabora soprattutto per i minori. Il Comune di Catania non si è mai tirato indietro indietro nel fare il proprio dovere, che è quello di dare assistenza a queste persone disperate”.diciotti2

E’ scattata la macchina dell’accoglienza  (nella foto) con gli operatori della organizzazione non governativa “Save The Children” che hanno sistemato la loro tenda per i circa 2oo minori, di cui 167 non accompagnati, e i volontari della Croce Rossa .

“Non ci sono casi particolari. Le situazioni più critiche sono state già ospedalizzate, ma il quadro più completo, dal punto di vista sanitario, si avrà quando i migranti scenderanno”, ha dichiarato il presidente della sezione provinciale della Cri, Stefano Principato.

Sul molo sono state attrezzate dieci postazioni della Scientifica per la verifica delle impronte e l’inserimento in tempo reale nella banca dati.

 

 

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