Torna “Il Gallo”, manco a dirlo nel Teatro che porta il nome di Vitaliano Brancati, da giovedì 19 alle 21 fino al 6 maggio, per la regia di Federico di Magnano San Lio e con Miko Magistro. Tratto dal “Bell’Antonio” di Brancati, “Il Gallo”, nella prestigiosa riduzione di Tullio Kezich, racconta la vicenda brancatiana vista però da una prospettiva diversa, ossia dal punto di vista del padre, il Gallo appunto.  Il gallismo, ricorrente tema di Brancati, incarna quella mentalità che vede nella virilità un valore assoluto e che, in realtà, nasconde sotto il fanatismo sessuale un vuoto profondo, morale e sociale. Ambientato nella Catania tra il 1938 e il 1942, in pieno regime fascista, l’azione drammaturgica si snoda cavalcando la scissione tra appartenenza e realtà.  Nella storia di Antonio, sopravvalutato dal padre con l’assenso di tutti, si intravede il momento storico relativo in cui il culto del regime e della sua autoincensazione nascondeva una realtà ben diversa.  In questo contesto la parola è protagonista ed è, attraverso il suo arzigogolare nei monologhi vittoriosi del Gallo, la vera artefice della costruzione della presunta realtà che, disgregandosi di fronte all’evidenza dei fatti in ragionamenti sempre più esasperati e surreali, rivela un vero dramma sociale dove i meccanismi d’interesse alla fine prevalgono scuotendo la Chiesa e le forze economiche.

gallo

 

 

Personaggi/Interpreti

Alfio Magnano/ Miko Magistro; Rosaria Magnano/ Olivia Spigarelli; Antonio Magnano/ Massimo Giustolisi;  Il notaio Puglisi/Riccardo Maria Tarci; Agatina Puglisi/ Raffaella Bella; Barbara Puglisi/Eleonora Sicurella: l’avvocato Ardizzone/Camillo Mascolino; Elena Ardizzone/Irene Tetto; Padre Raffaele/Carlo Ferreri; Mariuccia/Giada Caponetti .

 

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