Si sono appena concluse le primarie in Sicilia per le candidature del “Movimento Cinque Stelle”  alle elezioni europee del 25 maggio.

Elezioni caratterizzate da un forte malcontento tra tutti gli attivisti siciliani del movimento: infatti sin dal primo turno sono saltati i nervi con accuse di opportunismo e cordate verso alcuni candidati contestati da parte di attivisti che gli hanno rimproverato l’opportunismo e la mancanza di eleganza nel candidarsi, visto gli incarichi che ricoprono già come assistenti parlamentari o altro.

Sia chiaro il Movimento non ha posto impedimenti formali in tal senso, quindi non contravvenivano ad alcun regolamento. Però da più parti è stata sollevata la mancanza di etica nel volere “accaparrarsi troppi incarichi” .

Ma il top delle contestazioni è arrivato quando al primo turno il deputato nazionale di Palermo, ex capogruppo alla Camera, Riccardo Nuti assieme ai deputati regionali Giorgio Ciaccio e Claudia La Rocca hanno dato palesemente delle indicazioni di voto verso Paola Sobbrio di Marsala risultata la più votata al primo turno quindi testa di serie, che così non ha partecipato al secondo turno, e verso Antonella Di Prima, di Sciacca,  e Antonio Zanotto di Messina.

Tutto ciò – a detta di una frangia consistente dei “cinquestellini”, specialmente dal versante catanese, “in palese violazione al regolamento dettato personalmente da Beppe Grillo”, che faceva tassativamente divieto ai Mett up di indicare unilaterarmente un loro candidato, di organizzare cordate, e di esprimere indicazioni di voto specialmente agli esponenti  del Movimento in Sicilia.

Ma Nuti, nonostante sia stato investito dalla polemica non solo non si è scusato, come invece ha fatto Giorgio Ciaccio in una riunione appositamente convocata dal gruppo all’ARS, (Claudia La Rocca lo aveva già fatto tramite le pagine di Fb del Movimento), ma addirittura ha proseguito, al secondo turno, a dare indicazioni di voto “sbeffeggiando gli attivisti soprattutto quelli della Sicilia Orientale”, come scrivono in una nota.

A questo punto, ci sarà una coda al veleno: a metà mese si terrà un’assemblea straordinaria a Roma, congiunta tra i due gruppi Camera e Senato in cui verrà posta in discussione l’espulsione di Nuti dal Movimento per avere ripetutamente violato le regole dettate direttamente da Beppe Grillo.

Molti attivisti amareggiati e delusi da tutto ciò, infatti, ritengono di non essere assolutamente rappresentati da questi candidati eletti nelle primarie, se poi Riccardo Nuti  nell’apposita riunione congiunta non verrà espulso come richiesto da più parti, la delusione si trasformerà “in fuga dal movimento”.

Per dovere di cronaca di seguito l’elenco dei candidati:

-Salvatore Cinà di Bivona, 43 anni voti,  voti 704, ex assistente parlamentare al Senato.

-Antonella Di Prima, 34 anni, di Sciacca collabora alla stesura del canale ufficiale “Movimento Cinque stelle Sicilia” voti  724.

-Nicola Marini cagliaritano 40 anni voti al primo turno 225 uno delle due teste di serie.

-Moi Giulia, 41 anni,  altra sarda anch’essa di Cagliari  con un curriculum eccellente, voti  1664.

– Saijia Maria, 33 anni, di Messina, voti 776, già  candidata a Sindaco di Messina nelle passate elezioni Amministrative.

– Paola Sobbrio di  Marsala, 40 anni voti 221 altra testa di serie.

– Simona Suriano, 34 anni, di Catania voti 1274, dipendente del gruppo parlamentare del Movimento 5 stelle all’ARS.

– Antonio Zanotto, 34 anni, di Messina, ricercatore universitario  voti 1146.

Nelle foto, da sinistra, destra, Nuti, Di Prima e Sobbrio.

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