Il Consiglio nazionale delle ricerche ha revocato l’iter della procedura diretta all’acquisto dell’immobile nel Comune, di proprietà della “Myrmex”, da adibire a sede dell’ area di Ricerca di Catania, ed eserciterà  il diritto di recesso del contratto di locazione dei locali del Laboratorio. Lo comunicano la Cgil e la Filctem Cgil  che “accolgono positivamente la notizia, ricordando che sin dall’inizio appariva chiaro che l’eventuale acquisto del laboratorio da parte del CNR non sarebbe stato un affare, non appariva un’operazione trasparente e avrebbe comunque rappresentato un grave ostacolo alla concreta possibilità da parte degli 80 lavoratori licenziati, eppure disponibili a trasformarsi in imprenditori, a rilanciare il laboratorio”.

Dal documento di revoca della delibera del CNR si apprendono i motivi della revoca, tra i quali c’è l’esosità della spesa per gli oneri di trasloco e sgombero dei locali (necessari alla ristrutturazione); somme  che ammontano ad circa 8 milioni di euro al momento comunque non stanziate nel bilancio.

Somme che finirebbe per pesare sulle altre, prioritarie esigenze del Consiglio, come ad esempio il rinnovo del contratto per il personale dipendente per l’anno 2018.

Cosa accadrà adesso?

Cgil e Filctem Cgil si dicono “intenzionati a riprendere l’Interlocuzione con le istituzioni perché i ricercatori non hanno intenzione di rinunciare al loro sogno. Ci sono ancora  tutte le condizioni affinché la Myrmex torni a vivere. Continueremo a stare dalla parte del diritto e di chi crede ancora nel lavoro onesto e utile al territorio”.

Immagine di repertorio.

cnr

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