E’ nato il “Musumeci I”. Mancano solo ormai l’ufficializzazione delle deleghe e la classica foto di gruppo nella Sala degli specchi di Palazzo d’Orleans.

Tutti i nodi sono stati sciolti, anche in vista della seduta di insediamento della nuova Assemblea regionale, che dovrà eleggere i ruoli al vertice, a partire dal presidente. E qui scatta l’incastro con la formazione della giunta. A quel posto aspira apertamente Gianfranco Miccichè, tornato leader di “Forza Italia” in Sicilia, per cui nel tipico gioco di bilancini e di spartizione, ha ceduto a quanto pare un posto che sarebbe toccato agli azzurri in cambio dell’assenso dei rinati autonomisti di Raffaele Lombardo.

Nella nuova formazione entra trionfalmente Gaetano Armao, che fu già assessore di Lombardo ed è riuscito a folgorare Silvio Berlusconi al punto che lo voleva addirittura candidato alla presidenza. In cambio, l’avvocato palermitano ha ottenuto la vicepresidenza e lo strategico assessorato al Bilancio.

Ma l’assessorato che forse più conta, anche per l’enorme peso economico e potere contrattuale, è quello alla Sanità. E qui Nello il pizzetto ha piazzato il fedelissimo Ruggero Razza, che lo ha sempre seguito da quando era ragazzino e gli è stato sempre accanto. Avvocato trentasettenne dovrà vedersela col mondo sempre in ribollizione di medici, infermieri e manager.

Altro catanese, veramente di Mirabella Imbaccari, che entra in giunta è Marco Falcone, oltretutto fedelissimo dell’ex sindaco Raffaele Stancanelli. Da capogruppo al dicastero delle Infrastrutture. Pure in questo girano parecchi interessi e milioni.

Da Catania viene anche il delegato di “Fratelli d’Italia”, l’ufficiale dei carabinieri Roberto Pappalardo, che andrà al Turismo.

Invece viene da Siracusa il nuovo titolare delle Politiche agricole: il giovane Edy Bandiera, voluto fortemente dalla ex ministra Stefania Prestigiacomo.

All’ex rettore di Palermo Roberto Lagalla, già con Cuffaro, considerato fuori quota, “solo” Formazione ed istruzione. Chissà come riuscirà a sbrogliare la matassa.

L’altra patata bollente è quella dell’Energia e ambiente, dove i tre governi precedenti non sono riusciti a risolvere una sola delle emergenze. Toccherà provarci al giovane e rampante Vincenzo Figuccia, transitato con successo da “Forza Italia” all’Udc.

Due sole le donne: l’azzurra Bernadette Grasso da Rocca Caprileone (Messina) e Mariella Esposito, presidente dell’Ordine dei farmacisti di Caltanissetta, designata da Lombardo. Avranno Enti Locali e Famiglia.

Tra le vecchie conoscenze, il trapanese Mimmo Turano alle Attività produttive e Toto Cordaro al Territorio, uddiccini pure loro.

Infine, ciliegina sulla torta, Vittorio Sgarbi ai Beni Culturali. Starà solo qualche mese, fino alle elezioni nazionali. Ma con lui lo spettacolo è garantito.

Scontenti i leghisti, che pure un loro apporto l’hanno dato.  Matteo Salvini ha subito dichiarato a Radio Capital: “Non ci vogliono in giunta? Prendiamo atto. Noi non abbiamo chiesto niente a nessuno. Io ritengo Musumeci valido e onesto ma se hanno ritenuto di preferire per la Giunta uomini di Lombardo e Cuffaro lasciando fuori noi, ci hanno fatto un favore, in un certo senso. Musumeci continuerò a stimarlo ma se nella sua squadra si preferisce il vecchio rispetto al nuovo, il nuovo sta alla finestra”.

Nella foto, l’incontro milanese di qualche giorno fa col presidente della Repubblica Mattarella.

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